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Voucher digitale 2023
Voucher digitale 2023 per l’acquisto di beni strumentali

Il voucher digitale 2023 sostiene l’ulteriore espansione del mondo digitale nelle attività quotidiane delle micro, piccole e medie imprese di ogni settore.

Le iniziative della digitalizzazione delle Micro, Piccole e Medie Imprese di tutti i settori, vengono sostenute attraverso il bando voucher digitali della Nuova Sabatini.

Per appoggiare la diffusione del mondo digitale nella vita quotidiana delle imprese, il governo mette a disposizione i voucher digitali con i seguenti obiettivi:

  • utilizzo delle tecnologie 4.0, attraverso la realizzazione di progetti mirati all’introduzione di nuovi modelli di business
  • promuovere l’utilizzo di servizi o soluzioni focalizzati sulle nuove competenze e tecnologie digitali

L’entità del contributo a fondo perduto, ottenuto attraverso il bando voucher digitali è pari al 50% delle spese considerate ammissibili al netto di IVA, fino ad un massimo di 10.000 euro.

I beneficiari di questo voucher digitale sono le Micro, piccole e medie imprese di tutti i settori economici con sede legale in Italia ed iscritte al Registro delle Imprese. 

Le tipologie di interventi ammissibili per la concessione del voucher digitare 2023 sono le seguenti:

  • L’acquisto servizi di consulenza e formazione, che riguarda ad una o più tecnologie previste dal bando voucher digitale
  • L’acquisto di beni e servizi strumentali materiali e immateriali

Gli investimenti a tasso agevolato devono essere finalizzati all’introduzione di almeno una delle tecnologie 4.0 sotto elencate:

  • robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo-macchina
  • manifattura additiva e stampa 3D e prototipazione rapida
  • cloud, High Performance Computing – HPC, fog e quantum computing;
  • soluzioni di cyber security e business continuity (es. CEI – cyber exposure index, vulnerability assessment, penetration testing etc)
  • big data, analytics, intelligenza artificiale, blockchain
  • soluzioni tecnologiche per la navigazione immersiva, interattiva e partecipativa (realtà aumentata, realtà virtuale e ricostruzioni 3D) e tecnologie per l’in-store customer experience
  • simulazione e sistemi cyber fisici, integrazione verticale e orizzontale
  • soluzioni tecnologiche digitali di filiera per l’ottimizzazione della supply chain
  • soluzioni tecnologiche per la gestione e il coordinamento dei processi aziendali con elevate caratteristiche di integrazione delle attività
  • sistemi di e-commerce, sistemi EDI, electronic data interchange, geolocalizzazione

Cosa sono i voucher digitalizzazione?

I voucher digitalizzazione sono un aiuto offerto dallo stato alle imprese per essere al passo con i tempi e rinnovare l’aspetto tecnologico della propria azienda.

Quasi tutte le aziende sono indirizzate verso il progresso tecnologico, ma i fondi necessari spesso non permettono di far fronte a un ammodernamento.

Questo sostegno rappresenta un contributo a fondo perduto e possono chiedere il voucher digitalizzazione le piccole e medie aziende in possesso dei seguenti requisiti:

  • Operanti su territorio italiano, iscritte alla CCIAA provinciale
  • Che rientrano nella definizione di micro, piccole e medie imprese
  • Non soggette a procedure concorsuali o fallimento

Il lavoro impeccabile di Alsolved garantisce ad ogni PMI la regolare compilazione della documentazione trasmessa, evitando il rigetto della domanda a causa di:

  • Mancata sussistenza dei requisiti di natura soggettiva 
  • Documentazione incompleta o erronea
  • Ritardo dell’invio della domanda relativa al contributo

Ogni piccola, media e micro impresa ha diritto di un solo voucher digitalizzazione per l’acquisto di:

  • Hardware
  • Programmi informatici 
  • Servizi specialistici che ti permettano di migliorare l’efficienza dell’impresa, di creare azioni di e-commerce e di corsi di formazione del personale dal punto di vista tecnologico

Come richiedere il voucher digitalizzazione?

Il voucher digitalizzazione è una misura rivolta a qualsiasi impresa di qualunque dimensione e si può richiedere attraverso lo strumento di Web telemaco di Infocamere.

Le domande per la concessione del voucher digitale devono essere trasmesse esclusivamente per via telematica con firma digitale del rappresentante legale o titolare dell’impresa richiedente.

Le domande per l’erogazione del voucher digitalizzazione vengono valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione.

Insieme alla domanda per l’assegnazione dei voucher digitali entro le scadenze prestabilite, è necessario allegare la seguente documentazione:

  • Rendicontazione della spesa
  • Copia del documento d’identità 
  • Fattura o ricevuta d’acquisto

Il MISE, una volta ricevuta la domanda per la concessione del voucher digitalizzazione, entro un mese, controlla ed effettua le dovute verifiche.

Bisogna tenere in considerazione che i voucher digitalizzazione potrebbero essere concessi parzialmente, qualora si ritiene necessario.

Il team di professionisti di Alsolved offre il proprio supporto in tutte le fasi, dalla raccolta della documentazione in modo rapide ed efficace fino all’erogazione del finanziamento.

  • Presentare alla banca o all’intermediario finanziario la domanda di accesso al contributo ministeriale
  • Compilare la richiesta di finanziamento
  • Attestare il possesso dei requisiti e l’aderenza degli investimenti alle previsioni di legge
  • Una volta che la domanda viene accettata, presentare la domanda di erogazione

Come funzionano i voucher digitali?

Il funzionamento dei voucher digitali è molto semplice, consiste in un incentivo al 50% della spesa sostenuta per l’acquisto di beni e servizi legati alla digitalizzazione.

La digitalizzazione è sempre più importante per le aziende che vogliono restare competitive sul mercato ed i voucher digitali rappresentano la misura ideale.

Questo finanziamento a fondo perduto viene messo a disposizione dal governo per incentivare la digitalizzazione delle piccole, medie e micro imprese di diversi settori.

Le agevolazioni a fondo perduto ad ogni impresa vengono accordate sotto forma di voucher digitali, pari al 70% delle spese ammissibili.

L’entità massima dell’importo dei voucher digitali è di 25.000 euro per ogni impresa con una spesa minima di 5.000 euro.

Il team di professionisti di Alsolved offre il proprio supporto completo per la realizzazione della domanda, raccogliendo con cura la relativa documentazione.

Prestando la massima attenzione alla certificazione del progetto stesso con relativo preventivo sia a livello contabile, che di presentazione, esplicitando tutte le voci necessarie.

Alsolved accompagna ogni impresa durante tutte le procedure per ottenere il voucher digitale in modo rapido ed efficiente nelle seguenti province:

  • Roma e provincia, Parma, Milano
  • Firenze, Lecce, Oristano
  • Cagliari, Palermo, Latina
  • Frosinone, Ravenna

e nelle regioni di: Lazio, Lombardia, Emilia Romagna, Marche ,Calabria, Liguria.

 

Come accedere ai fondi per la digitalizzazione?

Per accedere ai fondi per la digitalizzazione è fondamentale che ogni micro, piccola o media impresa deve soddisfare alcuni requisiti fondamentali.

Per presentare la domanda per i fondi per la digitalizzazione delle imprese gli attributi indispensabili sono:

  • Occorre che l’azienda o la società sia in regola o disposto a regolarizzare eventuali pendenze nei confronti della Camera di Commercio
  • Non abbia pagamenti pendenti per quanto riguarda alla posizione contributiva e previdenziale

Il voucher digitale è pari al 70% della spesa prevista ed è calcolato sulla base degli importi al netto dell’IVA dei preventivi di spesa. 

Tale contributo è maggiorato al 80% nel caso di ditta individuale oppure di socio diversamente abile, nel caso di società.

Chiunque desideri accedere ai bandi per la digitalizzazione della propria impresa, è fondamentale affidarsi ai professionisti nel settore di Alsolved.

Affidarsi ad Alsolved per tutte le procedure da seguire per accedere ai fondi per la digitalizzazione, si ha la garanzia di professionalità, precisione e puntualità.

Per maggiori informazioni contatta il team di Alsolved, per usufruire di tutti i vantaggi legati al voucher digitale 2023.

Industria 4.0, i fondi della Nuova Sabatini 2023
Industria 4.0, i fondi della Nuova Sabatini 2023

I Finanziamenti a fondo perduto legati all’industria 4.0, sono la misura messa in atto dal Ministero delle Imprese per facilitare l’accesso al credito delle imprese e aumentare la competitività delle PMI.

Grazie al tasso agevolato per le imprese, si possono sostenere gli investimenti volti nei beni appartenenti all’industria 4.0 dei beni materiali ed immateriali.

L’Industria 4.0, chiamata anche smart factory, sostenuta con gli incentivi delle nuove imprese 2023, sta rivoluzionando il modo in cui le aziende producono.

L’apertura di nuove imprese a tasso zero, equipaggiate di software integrato, che raccolgono e analizzano i dati, consentono di migliorare notevolmente il processo produttivo.

Le domande di agevolazione per accedere ai fondi perduti per nuove imprese, devono essere compilate in via esclusivamente telematica secondo una specifica procedura.

Affidarsi ad Alsolved significa avere un supporto continuo, dalla fase di raccolta della documentazione fino alla fase di erogazione del finanziamento a tasso agevolato.

Le tecnologie e i concetti dell’Industria 4.0 l’aiuto possono essere applicati a tutti i tipi di aziende, e migliorati grazie agli incentivi per le nuove imprese 2023.

Tasso agevolato per le imprese

Il tasso agevolato per le imprese appartenenti alla categoria Industria 4.0, è un aiuto alle imprese nell’integrazione delle tecnologie digitali intelligenti nei processi manifatturieri e industriali.

Questi incentivi per le nuove imprese 2023 comprendono un insieme di tecnologie che includono reti IoT industriali, AI, Big Data, robotica e automazione. 

L’Industry 4.0 consente una produzione intelligente e la creazione di fabbriche intelligenti con l’obiettivo è migliorare la produttività, l’efficienza e la flessibilità.

Gli incentivi per gli investimenti in beni materiali nuovi, secondo il modello “Industria 4.0”, sono concedibili fino al 2025. 

A questi finanziamenti a tasso agevolato, possono accedere le micro, piccole e medie imprese residenti in Italia, inclusi agricoltura e pesca, tranne quello finanziario e assicurativo.

Inoltre sono comprese quelle con soggetti non residenti, rispettando i parametri della procedura per finanziamenti a fondo perduto.

I professionisti di Alsolved mettono a disposizione di ogni impresa, la loro esperienza e la professionalità per ottenere i finanziamenti a tasso agevolato, garantendo:

  • La presentazione della domanda nel minor tempo possibile
  • L’individuazione e la raccolta della documentazione richiesta
  • Sostegno in ogni fase della procedura fino all’erogazione

Le principali novità del 2023

Le principali novità del 2023 che riguardano la Nuova Sabatini per l’erogazione dei prestiti a tasso agevolato per le piccole, micro e medie imprese sono le seguenti:

L’importo viene erogato in un’unica soluzione anche per i finanziamenti alle imprese aventi diritto, di importo superiore a 200.000 euro.

Un’importante novità riguarda le imprese che saturano il plafond dei 4 milioni di euro previsto come tetto massimo dei finanziamenti a fondo perduto, richiesti dalla singola impresa.

Il conteggio del plafond viene effettuato con riferimento all’importo complessivo dei finanziamenti già ammessi alle agevolazioni riferiti all’impresa beneficiaria, per i quali non siano ancora scaduti i termini di durata. 

Questo significa che una volta terminato l’utilizzo del finanziamento a tasso agevolato, il plafond a disposizione delle imprese si “ricarica”.

La novità riguardante il contratto di leasing, dove le imprese che richiedono il finanziamento a tasso agevolato, possono versare un acconto al fornitore per bloccare il bene.

Per informazioni più dettagliate e chiarimenti sulle principali novità della Nuova Sabatini 2023, basta rivolgersi agli esperti nel settore di Alsolved.

Nuova Sabatini Green

La Nuova Sabatini Green, prevede gli investimenti a tasso agevolato in macchinari, impianti ed attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo ed a basso impatto ambientale.

La legge di bilancio 2020 ha disposto l’attribuzione di risorse destinate alla misura Nuova Sabatini per investimenti a basso impatto ambientale da parte di micro, piccole e medie imprese.

Questi finanziamenti a tasso agevolato mirano a migliorare  l’ecosostenibilità dei processi produttivi, mettendo a disposizione delle PMI fino a 400.000 a fondo perduto.

Gli investimenti a tasso agevolato hanno una durata di cinque anni dalla data della stipula del contratto ed un tasso d’interesse annuo pari al 3,575 per cento.

In attuazione della predetta norma, il decreto interministeriale 22 aprile 2022 della Nuova Sabatini Green prevede, ai fini del riconoscimento del contributo maggiorato:

  • il possesso di un’idonea certificazione ambientale di processo 
  • oppure di un’idonea certificazione ambientale di prodotto

Inoltre la Nuova Sabatini Green prevede anche che il singolo acquisto di un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili per risultare ammissibile:

  • deve far parte di un più ampio programma di investimento 
  • deve risultare organico e funzionale
  • deve essere coerente con l’attività svolta dall’impresa
  • deve risultare riconducibile ad una delle tipologie di investimento previste nei regolamenti unionali applicabili per settore

Quali sono gli investimenti ammissibili?

Gli investimenti ammissibili per la concessione dei finanziamenti a fondo perduto devono soddisfare i seguenti requisiti:

  • autonomia funzionale dei beni, non essendo ammesso il finanziamento di componenti o parti di macchinari che non soddisfano tale requisito
  • correlazione dei beni oggetto dell’agevolazione all’attività produttiva svolta dall’impresa

I finanziamenti a tasso agevolato consistono nel sostenere gli investimenti previsti dalla misura Nuova Sabatini di incentivi alle nuove imprese 2023.

L’investimento a fondo perduto può essere interamente coperto dal finanziamento bancario o leasing  fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso e deve essere:

  • di durata non superiore a 5 anni
  • di importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro
  • interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili

La normativa specifica la tipologia di beni che possono essere agevolati, definendo alcune caratteristiche degli investimenti ammissibili ed in particolare:

  • I beni devono essere nuovi, non sono ammissibili a finanziamento beni usati, anche se rigenerati e resi nuovamente funzionali
  • I beni non devono essere riferibili a immobilizzazioni in corso e acconti
  • I beni ammissibili devono essere riferiti a immobilizzazioni materiali per “Impianti e macchinari”, “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni” 
  • I beni possono essere anche software e tecnologie digitali
  • Nella categoria dei beni agevolabili non rientrano in nessun caso terreni e fabbricati
  • I beni devono avere una propria “autonomia funzionale” e non è concessa l’agevolazione per componenti o parti di un bene
  • I beni devono in ogni caso essere direttamente correlati e riconducibili all’attività svolta dall’impresa che presenta la domanda a valere sulla nuova Sabatini

Per maggiori informazioni contatta il team di Alsolved per ottenere quanto prima i fondi della Nuova Sabatini 2023 legati all’Industria 4.0.

Beni strumentali Nuova Sabatini 2023
Beni strumentali Nuova Sabatini 2023

La misura Beni strumentali di “Nuova Sabatini” 2023 è un agevolazione disposta dal Ministero dello Sviluppo Economico e delle Imprese a favore delle micro, piccole e medie imprese.

Il sostegno della Nuova Sabatini ha l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo nazionale.

Acquisto di beni strumentali di Nuova Sabatini, esclusivamente ad uso produttivo comprende: 

  • macchinari
  • impianti
  • beni strumentali d’impresa
  • hardware
  • software e tecnologie digitali

La Nuova Sabatini sostiene gli investimenti in tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione del settore inerente alle attività finanziarie e assicurative.

Possono beneficiare dell’agevolazione della Nuova Sabatini le micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda:

  • Sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese
  • Sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatoria
  • Non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea
  • Non si trovano in condizioni tali da risultare imprese in difficoltà
  • Abbiano sede legale o una sede locale in Italia
  • Per le imprese non residenti nel territorio italiano, il possesso di una sede locale in Italia deve essere dimostrato in sede di presentazione della richiesta di erogazione del contributo

Come funziona la Nuova Sabatini 2023?

Bisogna ribadire che per capire come funziona la Nuova Sabatini 2023, basta affidarsi ad Alsolved ed avere la certezza del miglior risultato raggiunto.

Il team di professionisti di Alsolved offre il proprio supporto in tutte le fasi, dalla raccolta della documentazione in modo rapide ed efficace fino all’erogazione del finanziamento.

Le procedure della Nuova Sabatini 2023 potrebbero essere complesse e difficili da capire, oppure il tempo da dedicare è veramente poco.

I primi passi da seguire per ottenere le agevolazioni messe a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico, Nuova Sabatini sono le seguenti:

  • Presentare alla banca o all’intermediario finanziario la domanda di accesso al contributo ministeriale
  • Compilare la richiesta di finanziamento
  • Attestare il possesso dei requisiti e l’aderenza degli investimenti alle previsioni di legge

Il lavoro impeccabile di Alsolved garantisce ad ogni PMI la regolare compilazione della documentazione trasmessa, evitando che il rigetto della domanda a causa di:

  • Mancata sussistenza dei requisiti di natura soggettiva 
  • Documentazione incompleta o erronea
  • Ritardo dell’invio della domanda relativa al contributo

Ovviamente la conferma da parte del Ministero dello Sviluppo Economico per Nuova Sabatini, delle risorse erariali da destinare al contributo, può essere totale o parziale.

La concessione del contributo da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, indicando l’ammontare degli investimenti ammissibili, delle agevolazioni concedibili e del relativo piano di erogazione.

Le successive procedure della Nuova Sabatini 2023, che vengono monitorate continuamente dai professionisti di Alsolved sono:

  • La banca/intermediario finanziario si impegna a stipulare il contratto di finanziamento con la PMI e ad erogare alla stessa il finanziamento in un’unica soluzione 
  • Nel caso di leasing finanziario, al fornitore entro trenta giorni dalla data di consegna del bene o alla data di collaudo, se successiva
  • La stipula del contratto di finanziamento può avvenire anche prima della ricezione del decreto di concessione del contributo
  • La PMI, ad investimento ultimato e previo pagamento a saldo dei beni oggetto dell’investimento, compila, in formato digitale ed esclusivamente attraverso la procedura disponibile sulla piattaforma

Quali sono i beni strumentali?

I beni strumentali sono i macchinari, gli impianti ad uso produttivo, hardware, software e tecnologie digitali che ogni impresa deve avere in disposizione.

La Nuova Sabatini è rivolta alle imprese che intendono usufruire di un beneficio fiscale per investire in nuovi beni strumentali funzionali all’attività d’impresa.

I beni strumentali sono quelli che hanno, quale unica destinazione, quella di essere direttamente impiegati nell’espletamento di attività tipicamente imprenditoriali.

Cioè di beni che l’azienda, compresa anche una Start Up, acquista in un determinato esercizio e che possono essere utilizzati per un tempo prolungato.

La forza motrice delle realtà imprenditoriali italiane risiede nella possibilità di innovare la propria attività grazie a continui investimenti in beni strumentali, suddivisi in:

  • Materiali, cioè macchinari ed impianti relativi all’attività svolta
  • Immateriali, che comprendono gli investimenti digitali in software e hardware e gestionali per aziende

Con il team di Alsolved a fianco di ogni piccola, micro e media impresa, tutti i dettagli della Nuova Sabatini, non sono mai stati così facili da capire.

Quali beni rientrano nella Nuova Sabatini?

I beni che rientrano nella Nuova Sabatini sono suddivise nelle seguenti macroaree:

  • Beni strumentali: macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa, hardware, tecnologia digitale
  • Investimenti 4.0: beni materiali/immateriali nuovi di fabbrica (banda larga, cyber security)
  • Investimenti Green: macchinari, impianti ed attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo a basso impatto ambientale

I beni rientranti nella Nuova Sabatini devono essere riferiti ad impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali ed altri beni, nonché  a software e tecnologie digitali. 

Per poter ottenere le concessioni della Nuova Sabatini 2023 i beni devono soddisfare i seguenti requisiti:

  • Devono essere nuovi di fabbrica 
  • Autonomia funzionale dei beni, non essendo ammesso il finanziamento di componenti o parti di macchinari che non soddisfano tale requisito
  • Correlazione dei beni oggetto dell’agevolazione all’attività produttiva svolta dall’impresa
  • Il finanziamento, che può essere assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia deve essere di durata non superiore a 5 anni
  • L’importo dell’agevolazione è compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro
  • Il contributo può essere interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili

La concessione della Nuova Sabatini è un contributo ad un tasso d’interesse annuo pari al:

  • 2,75% per gli investimenti ordinari
  • 3,575% per gli investimenti 4.0
  • 3,575%  per gli investimenti green 

Quando si tratta di bene ordinario si ha il 7% a Fondo Perduto, se invece il bene rientra negli investimenti 4.0 si ha il 10% a Fondo Perduto.

Grazie all’esperienza acquisita, al team altamente specializzato, Alsolved accompagna ogni impresa, garantendo la massima cura dei dettagli in ogni loro progetto.

Settori e regioni interessate

La Nuova Sabatini è un’agevolazione, volta a sostenere l’accesso al credito di Micro, Piccole e Medie Imprese di tutti i settori, tranne quello assicurativo e finanziario.

I settori interessati all’agevolazione di Nuova Sabatini sono:

  • Agroalimentare, Moda e Tessile, Chimica e Farmaceutica 
  • Metallurgia, Elettronica, Autoveicoli e altri mezzi di trasporto
  • Meccanica, Mobili, Legno e Carta, Commercio, Servizi di trasporto
  • Alberghiero, Ristorazione, Turismo, Salute, Cultura
  • Edilizia, Fornitura Energia, Acqua e gestione Rifiuti, Artigianato

Le regioni interessate invece sono:

  • Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna
  • Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche
  • Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana
  • Trentino-Alto Adige/Südtirol, Umbria, Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste, Veneto

Si tratta di un’agevolazione rivolta esclusivamente alle PMI italiane che al momento della presentazione della domanda presentano i seguenti requisiti:

  • Sono regolarmente costituite ed iscritte nel Registro delle Imprese
  • Sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti
  • Non sono imprese in difficoltà per cui è in corso, a titolo esemplificativo, una liquidazione volontaria o procedure concorsuali con finalità liquidatoria
  • Non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione Europea

Rientrano come spese ammissibili tutte quelle riguardanti l’acquisto di beni strumentali nuovi di fabbrica.

Nonché strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi d’investimento per le strutture produttive già esistenti o da realizzare:

  • impianti
  • macchinari
  • attrezzature
  • tecnologie – hardware e software

Per maggiori informazioni contatta il team di Alsolved, per verificare i tuoi requisiti e ricevere in tempi brevi il credito per la tua azienda.

Finanziamenti a fondo perduto 2023
Finanziamenti a fondo perduto 2023

I finanziamenti a fondo perduto 2023 sono prestiti erogati da enti pubblici, che non richiedono garanzie, non prevedono interessi e l’obbligo di restituzione del capitale stanziato.

Quando non si dispone del capitale necessario, una possibilità è chiedere un finanziamento bancario con i requisiti reddituali e le garanzie correlate, cosa non facile.

Per questo motivo la scelta migliore sia per i nuovi imprenditori, che per le aziende già avviate sono i finanziamenti a fondo perduto nella propria regione.

Ovviamente per ottenere i contributi a fondo perduto è necessario accedere ai bandi aperti presenti in ogni regione.

Alsolved, mette a disposizione un team di esperti per dare un supporto efficace e veloce per i bandi  Nuova Sabatini” e “Resto al sud”, come altri numerosi servizi.

La massima professionalità, dalla preparazione della documentazione necessaria per i bandi alla fase dell’erogazione del finanziamento a fondo perduto.

Realizzare la domanda di un bonus digitale, raccogliere la documentazione necessaria del progetto, esplicitando tutte le voci non è così semplice.

Così come potrebbe essere complicato ad apportare tutte le eventuali accortezze in linea con il voucher digitalizzazione ed inviare la pratica entro i termini.

I contributi a fondo perduto possono essere destinati a diversi settori, come l’innovazione tecnologica, l’agricoltura, l’energia, la cultura ed il turismo.

Cosa sono i finanziamenti a fondo perduto

Queste tipologie dI finanziamenti sono attribuzioni di denaro a favore di persone fisiche o imprese, erogati da enti statali, europei, regionali o locali.

Il loro obiettivo è quello di favorire ed incoraggiare le attività imprenditoriali in genere innovative o di interesse pubblico.

Il vantaggi principali dei finanziamenti a fondo perduto, cioè prestiti erogati dai Comuni, regioni, ministeri ed Unione Europea sono:

  • Non richiedono garanzie
  • Non prevedono né interessi né l’obbligo di restituzione del capitale stanziato
  • La loro erogazione non è soggetta ad alcuna valutazione della disponibilità reddituale 

Questi finanziamenti sostengono ed incentivano le iniziative dei giovani, delle donne e di ogni libero professionista per dare vita ad un’attività imprenditoriale.

Esistono due tipi principali di finanziamenti a fondo perduto:

  • finanziamenti per l’avvio di nuove imprese come ad esempio: il fondo per la crescita o gli incentivi a fondo perduto per finanziare le Start Up innovative
  • agevolazioni per imprese già avviate che desiderano puntare su settori strategici come l’innovazione tecnologica o la trasformazione dei prodotti agricoli.

Con la sua esperienza pluriennale, Alsolved offre il suo supporto a chiunque la scelga, garantendo il raggiungimento degli obiettivi prefissati con la massima professionalità.

L’importanza dei finanziamenti per le nuova attività

Il vantaggio principale dei finanziamenti a fondo perduto è che non necessitano di garanzie e nemmeno prevedono l’obbligo di restituire il contributo ricevuto.

Maggior parte delle persone rinunciano al proprio sogno di aprire una nuova attività per la mancanza delle risorse finanziarie necessarie.

Le difficoltà per ottenere prestiti agevolati dalle varie istituzioni bancarie sono tantissime, come ad esempio: le garanzie richieste ed i requisiti reddituali.

In questi casi, i finanziamenti a fondo perduto per le nuove attività sono la soluzione migliore che offre una serie di agevolazioni.

Accedere ai contributi a fondo perduto, consente di avere la liquidità necessaria per poter iniziare ed anche di potenziare le prospettive di sviluppo aziendale.

Ottenere un finanziamento per le Start Up in tempi rapidi e con la massima competenza e preparazione della pratica, i professionisti di Alsolved sono a fianco di chiunque lo scelga.

Una volta compilata e presentata la richiesta, secondo le tempistiche e le modalità di erogazione del contributo, spetta all’ente erogatore valutare la completezza e ammissibilità.

L’ammontare del capitale dei finanziamenti a fondo perduto è variabile ed in ogni bando viene indicata:

  • La disponibilità finanziaria complessiva
  • La somma massima erogabile per ogni richiesta reputata idonea

Chi ha diritto al contributo a fondo perduto?

Gli aventi diritto dei finanziamenti a fondo perduto sono destinati sia a chi vuole avviare una nuova attività imprenditoriale, che le aziende già avviate.

Per ottenere i finanziamenti a fondo perduto è necessario accedere ai bandi aperti presenti in ogni regione secondo le procedure ed i requisiti necessari.

I requisiti per accedere ai contributi a fondo perduto possono variare a seconda del programma di finanziamento e della regione in cui ci si trova.

In generale le linee guida principali per gli aventi diritto ai finanziamenti a fondo perduto sono:

  • Le imprese devono essere costituite legalmente e avere una determinata forma giuridica
  • Devono avere un piano di affari solido e dimostrare di poter gestire i finanziamenti in modo efficiente
  • Le start up devono dimostrare di avere un’idea innovativa e di avere un business plan solido ed un progetto realizzabile 
  • Il finanziamento deve essere successivo alla data di presentazione della domanda
  • Domicilio fiscale o sede operativa situati nel territorio del comune o regione del bando aperto

Non è mai stato così facile accedere ai finanziamenti a fondo perduto in modo rapido ed efficiente, come quando ci si affida ai professionisti di Alsolved.

Come richiedere un finanziamento a fondo perduto?

L’ottenimento dei finanziamenti a fondo perduto varia in base all’ente erogatore ed i requisiti e le procedure sono specificate negli appositi bandi.

Questi contributi agevolati sono una misura strategica per potenziare sia il mercato del lavoro sia il comparto economico-produttivo, come ad esempio l’imprenditoria giovanile.

Talvolta, però, l’iter burocratico per accedere a diverse tipologie di finanziamenti a fondo perduto può essere complesso da seguire.

Per l’accesso ai finanziamenti pubblici e ai diversi Bonus a fondo perduto non esiste una procedura univoca, ma in linea generale occorre:

  • consultare i bandi dei finanziamenti pubblicati sui siti istituzionali dei diversi enti pubblici italiani e comunitari
  • scegliere il bando in linea con le proprie caratteristiche e con il proprio progetto imprenditoriale
  • procedere alla compilazione della domanda allegando un business plan dettagliato e fornendo tutte le informazioni anagrafiche, finanziarie e economiche richieste nel bando
  • presentare la richiesta del finanziamento e la relativa modulistica allo sportello preposto

I contributi a fondo perduto forniscono un’opportunità alle imprese, di finanziare uno o più progetti senza dover accendere prestiti che comportano interessi. 

Affidarsi ad Alsolved per tutte le procedure da seguire per la concessione dei finanziamenti a fondo perduto, si ha la garanzia di professionalità, precisione e puntualità.

Per maggiori informazioni, sui finanziamenti a fondo perduto attivi, disponibili contatta il team di Alsolved per una consulenza gratuita.

Contributi a fondo perduto 2023
Contributi a fondo perduto 2023

I contributi a fondo perduto includono tutte quelle agevolazioni in denaro a favore di persone fisiche o giuridiche per promuovere le attività imprenditoriali.

La loro particolarità non prevede l’obbligo di restituzione del capitale erogato, dei suoi interessi e non prevede la disponibilità di garanzia o di un garante. 

I contributi a fondo perduto vengono erogati da enti pubblici, Unione Europea, Stato, Regioni e Comuni e servono ad incoraggiare l’iniziativa imprenditoriale di diversi soggetti.

Possono infatti essere concessi a chiunque tramite i bandi aperti presenti, senza previa valutazione della disponibilità reddituale, come ad esempio:

  •  “Nuova Sabatini” con lo scopo di aiutare le piccole e medie imprese di vari settori, che non dispongono delle risorse finanziarie necessarie per l’acquisto di macchinari e beni strumentali ad uso produttivo
  •  “Resto al sud” che sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali e liberi professionisti

Di particolare importanza sono i voucher digitalizzazione, che consistono in contributi a fondo perduto fino al 70% per sostenere la digitalizzazione delle imprese.

Il bando prevede agevolazioni per consulenza e/o formazione, acquisto di beni e servizi strumentali finalizzati all’introduzione di tecnologie in ambito Impresa 4.0.

Non è mai stato così facile accedere ai diversi bandi aperti, quanto a tuo fianco ci sono i professionisti di Alsolved che garantiscono: 

  • La presentazione della domanda nel minor tempo possibile
  • L’individuazione e la raccolta della documentazione richiesta
  • Sostegno in ogni fase della procedura fino all’erogazione

Cosa sono i contributi a fondo perduto

I contributi a fondo perduto 2023 sono prestiti agevolati per sostenere ed incentivare chiunque desideri avviare oppure ampliare ed innovare un’attività imprenditoriale.

Questi prestiti sono messi a disposizione di chiunque ne faccia richiesta attraverso i bandi, rispettando le procedure e soddisfando i requisiti necessari.

I contributi a fondo perduto vengono erogati da enti pubblici, che non richiedono garanzie, non prevedono interessi e l’obbligo di restituzione del capitale stanziato.

Succede spesso che i più giovani rinunciano a realizzare dei progetti imprenditoriali a causa della mancanza di fondi o perché temono di non riuscire a restituire la somma erogata.

Così come le piccole e medie imprese, non riescono ad investire in settori strategici ed innovativi a causa di indisponibilità delle risorse finanziarie.

Ed è questo il vantaggio dei contributi a fondo perduto, di promuovere le nuove iniziative dei giovani, delle donne e delle imprese che non dispongono del capitale necessario.

I contributi a fondo perduto si possono suddividere in due categorie:

  • I fondi per l’avvio di nuove imprese, ovvero le Start Up innovative per incentivare i giovani e le donne 
  • Le agevolazioni per le piccole e medie imprese che desiderano investire in settori strategici e tecnologia innovativa

Alsolved garantisce il supporto di ogni persona fisica o giuridica per l’accesso ai bandi per ottenere i contributi a fondo perduto in:

  • Beni strumentali come: macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa, hardware, tecnologia digitale
  • Investimenti 4.0, beni materiali ed immateriali come: banda larga, cyber security
  • Investimenti Green come:  macchinari, impianti ed attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo a basso impatto ambientale

Chi ha diritto al contributo a fondo perduto?

Le principali categorie a cui sono destinati i contributi a fondo perduto sono costituite da:

  • Piccole e medie imprese, che operano nell’innovazione di processi, beni e servizi, in settori con prospettive di crescita ottimali
  • La nuova imprenditorialità, attraverso l’avvio di micro e piccole imprese a prevalente o totale partecipazione di soggetti giovani o femminili
  • Le start up innovative e creative a sostegno dei progetti di sviluppo d’impresa a medio-lungo termine

Da un lato, i contributi a fondo perduto cercano di promuovere l’iniziativa di una nuova attività imprenditoriale che riscontra maggiori difficoltà ad accedere al mercato del lavoro. 

E dall’altro di migliorare la crescita dell’impresa, la sua reputazione e la credibilità, aumentando la sua visibilità, il suo prestigio ed il suo netto miglioramento produttivo.

Gli aventi diritto ai contributi a fondo perduto devono rientrare nei requisiti indicati nei specifici bandi, ma in linea generale sono:

  • Titolo di studio o competenze tecniche legate all’obiettivo del bando
  • Forma societaria, nel caso di piccole e medie imprese
  • Requisiti specifici del bando 
  • Capacità di creare un progetto strategico di marketing per l’inserimento della propria attività.

Il team di esperti di Alsolved è sempre a fianco di chiunque la scelga, garantendo un supporto costante in tutte le procedure per l’ottenimento dei finanziamenti.

Ovviamente vengono premiati i migliori progetti presentati con un business plan dettagliato che punta sull’innovazione tecnologica, come ad esempio:

Beni strumentali d’impresa, hardware, banda larga, cyber security, oppure impianti ed attrezzature ad uso produttivo a basso impatto ambientale

Come fare per avere il contributo a fondo perduto?

I finanziamenti a fondo perduto si possono ottenere attraverso la partecipazione a specifici bandi aperti in tutto territorio nazionale.

Non esiste una procedura univoca per ottenere questo tipo di finanziamento, ma dipende dalle richieste del singolo bando. 

Il primo passaggio da compiere è la consultazione dei vari Bandi, unici strumenti dai quali si possono individuare i vari contributi a fondo perduto da poter accedere.

In linea generale, chi desidera presentare la richiesta dei contributi a fondo perduto deve presentare:

  • Il business plan accurato nei minimi dettagli del progetto che si vuole venga finanziato
  • Gli obiettivi da raggiungere nel breve e nel medio lungo termine
  • Le spese che si intendono sostenere con i fondi del bando

Successivamente dovrà essere inviato con la modulistica, all’ente erogatore di riferimento, che provvederà alla valutazione della concessione o meno del finanziamento.

Ci sono alcuni fattori molto importanti che possono incidere nella mancata o errata compilazione della domanda come:

  • La difficoltà di reperire in rete informazioni su questo complesso argomento
  • La mancanza di univocità dell’iter burocratico rappresenta delle criticità nell’accedere ai contributi a fondo perduto
  • La disponibilità limitata e i tempi di attesa spesso molto lunghi

Alsolved offre un servizio completo, efficiente e rapido, dall’analisi della fattibilità alla compilazione della domanda, fino alla concessione dei contributi.

Dove si richiede il contributo a fondo perduto?

Il contributo a fondo perduto si richiede attraverso l’accesso ai bandi, che si possono trovare sul sito dell’Unione Europea.

Anche se la maggior parte dei finanziamenti a fondo perduto sono emessi dallo Stato attraverso Invitalia (Agenzia Sviluppo Italia).

Ogni procedura indica sempre la disponibilità finanziaria totale e l’importo concedibile al massimo per ogni singola impresa ritenuta idonea.

Ogni bando possiede delle specifiche caratteristiche di richiesta, considerate le diverse tipologie di prestito come: i finanziamenti europei, prestiti statali, prestiti regionali e comunali.

Per richiedere i contributi a fondo perduto occorre allegare i documenti richiesti e fornire all’ente erogatore un business plan del progetto che si vuole venga finanziato.

L’istanza per la richiesta del contributo a fondo perduto va presentata mediante il servizio web disponibile nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, Invitalia, Portali Regionali, telemaco e altri canali.

Per evitare errori nella compilazione, presentazione non completa di tutti i documenti necessari e ritardi nella presentazione dell’istanza, basta affidarsi agli esperti di Alsolved.

METAVERSO: COME FUNZIONERA’ E COSA CAMBIERA’ NEL “PROSSIMO CAPITOLO DI INTERNET E DELLA SOCIETA’”

La notizia BOOM del giorno dal mondo dei social è la nascita di Metaverso su cui Zuckerberg pare stia puntando tutto anche per uscire dall’intricata rete di questi ultimi anni in cui Facebook si è cacciato. La realtà virtuale annunciata da diverso tempo inizia a muovere i primissimi passi a partire dal semplicissimo logo che sta rimbalzando su tutte le pagine dei social e articoli online.

Perché questo nome, “Metaverso”, e chi lo ha ispirato? Ci troviamo nel libro fantascientifico di Neal Stephenson, “ Snow Crash”, del 1992, in cui si parla di una realtà virtuale in 3 dimensioni vissute da un avatar di noi stessi. Questa la versione letteraria, per i fatti Facebook ha già annunciato l’assunzione in Europa di circa diecimila esperti per realizzare il metaverso. Vediamo come:

Abbiamo già qualche esempio nei MMORPG, in cui tantissimi giocatori giocano insieme e interagiscono, nelle vesti di personaggi personalizzabili e in evoluzione attraverso l’acquisizione di competenze, accessori, attrezzature, valuta in-game. Ma anche nelle chat in 3D come Second Life o Active Worlds, in cui una comunità virtuale incontra in luoghi esperienze da consultare, come club musicali, giochi di ruolo, cinema virtuale e altro. Sì, un po’ inquietante, ma non cadiamo nell’errore di giudizio fatto dalle generazioni precedenti alla rivoluzione digitale.

Nello specifico, tornando a Facebook, come possiamo immaginare Metaverso?

Il Ceo di Fb, spiega il tutto rifacendosi all’etimologia greca del nome “dopo, di là” e punta a includere sotto un unico ombrello Instagram, Messenger, Quest VR, la piattaforma Horizon VR e altro. E continua “Siamo visti come un social media ma nel nostro dna siamo una società che costruisce tecnologia per connettere le persone. Facebook è uno dei prodotti più usati nella storia. È un marchio icona fra i social media ma sempre di più non include tutto quello che facciamo. Voglio ancorare il nostro lavoro e la nostra identità a quello che costruiamo andando avanti”.

La previsione è allettante perché Zuck ha parlato di un ecosistema di creatori in cui interagire, lavorare e realizzare prodotti con il conseguente moltiplicarsi dei posti occupazionali.

 

VOUCHER DIGITALI 4.0: SCOPRI SE LA TUA IMPRESA RIENTRA NEL BANDO PER LA DIGITALIZZAZIONE DEI SERVIZI OFFERTI CAPITOLO DI INTERNET E DELLA SOCIETA’

Hai un’impresa e senti spesso parlare di voucher digitali o digitalizzazione 4.0 ma non hai ben chiaro a cosa si riferisca e se la tua attività ci rientri? Con questo articolo facciamo un po’ di chiarezza su un argomento che devi conoscere perché offre la possibilità di rilanciare virtualmente la tua azienda, in particolare dopo le pesanti conseguenze socio-economiche che ha portato il covid.

Prima cosa da sapere è che questi bandi vengono indetti dalle camere di commercio d’Italia per un tot. di contributi in voucher a sostegno delle iniziative di digitalizzazione, secondo quanto previsto dal Piano Transizione 4.0, a seguito del decreto del Ministro dello Sviluppo economico del 12 marzo 2020. L’obiettivo è promuovere la diffusione della cultura e della pratica digitale nelle micro, piccole e medie imprese di tutti i settori economici.

Premesso che ogni bando è a sé con entità di risorse e requisiti specifici, in linea generale è rivolto a piccole e medie imprese aventi sede legale e/o unità locale nella regione cui è rivolto.
Tali aziende devono di norme essere iscritte regolarmente al competente Registro delle Imprese, avendo pagato il diritto annuale e dichiarando l’attività svolta.

Se l’azienda ha già partecipato e ottenuto il contributo a bandi di edizioni precedenti, non può partecipare.

Le spese d’investimento possono essere di due tipologie:

a) Dispositivi, macchinari e connessione per far funzionare le tecnologie in questione;

b) Consulenza e formazione sull’uso delle tecnologie incluse nel bando.

Nello specifico ad esempio:

-Robotica;

-Interfaccia uomo-macchina;

-Manifattura additiva e stampa 3D;

-Prototipazione rapida;

-Internet delle cose e delle macchine;

-Cloud, fog e quantum computing;

-Cyber security e business continuity;

-Big data e analisi;

-Intelligenza artificiale;

-Blocca catena;

-Realtà aumentata, realtà virtuale e ricostruzioni 3D;

-Simulazione e sistemi cyberfisici;

-Integrazione verticale e orizzontale;

-Soluzioni tecnologiche per l’ottimizzazione della filiera;

-ERP, MES, PLM, SCM, CRM, incluse le tecnologie di tracciamento, ad es. RFID, codici a barre, ecc;

-Sistemi di e-commerce;

-Sistemi per lo smart working e il telelavoro;

-Soluzioni tecnologiche digitali per l’automazione del sistema produttivo e di vendita per favorire

-Connettività a Banda Ultralarga;

-Vetrina intelligente, sensori di presenza, analisi dei passanti, sistemi di prenotazione evoluta, servizi logistici di prossimità, big data, casse fiscali evolute.

-Sistemi di pagamento mobile e/o via Internet;

-Sistemi fintech;

-Sistemi EDI, interscambio elettronico di dati;

-Geolocalizzazione;

-Tecnologie per l’esperienza del cliente in negozio;

-Integrazione di sistemi applicativi all’automazione dei processi;

-Tecnologie della Next Production Revolution (NPR);

-Programmi di marketing digitale;

-Soluzioni tecnologiche per la transizione ecologica.

Questi sono solo alcuni degli aspetti che possono riguardare il bando cui siete interessati. Attraverso la raccolta dati relativa all’impresa che richiede un certo tempo e precisione, la domanda, per avere maggiori possibilità di passare, deve essere compilata in maniera corretta e presentata non appena il bando è stato aperto, sia per la possibile chiusura in tempi brevissimi sia perché il requisito di valutazione è proprio l’ordine cronologico di presentazione.

Come funziona una volta passata la domanda? Tralasciando le spese che sono personali a ciascun bando, l’impresa entro un determinato tempo deve investire la somma definita dal bando per un ritorno di circa il 50-75%.

Le considerazioni da fare sono:

1) Il covid ha velocizzato il processo di digitalizzazione delle imprese, rendendo questo aspetto necessario e indispensabile;

2) Un fronte di un investimento iniziale, vedere rientrare la spesa del 50-75%

L’Alsolved vi accompagna in ogni fase del processo di presentazione della domanda, dalla segnalazione di uscita prossima alle info sulla raccolta dei dati, dalla correzione all’invio in tempi rapidissimi.

Ecco, ora non avete più scuse per non digitalizzare la vostra attività e guardare finalmente al futuro.

FACEBOOK OCULUS, COSA ASPETTARSI DAL 2020: DA HORIZON A OCULUS QUEST, LA REALTA’ VIRTUALE COME OPPORTUNITA’ DI ADV

Nel corso dell’ultimo evento Facebook Oculus Connect 6, è stato annunciato il lancio di Horizon nel 2020.

Cos’è Horizon?

La nuova piattaforma di realtà virtuale targata Facebook che riproduce un luogo intermedio a metà tra un social e il gioco “Second Life”.

Grazie all’uso della tecnologia Oculus, il mondo intorno a noi verrà popolato dagli avatar degli utenti che interagiscono in attività quotidiane sui social.

HORIZON: SOCIAL E REALTA’ VIRTUALE

Un mondo di realtà virtuale interconnesso in cui è possibile incontrarsi, rilassarsi, giocare e costruire i propri ambienti.

Tutti gli utenti potranno costruire nuovi mondi e attività da zero: senza esperienze di programmazione e competenze troppo specifiche.

Il video di presentazione spiega molto chiaramente cosa dobbiamo aspettarci da questo progetto e ci pone davanti ad alcuni interrogativi:

Come interagirà Horizon con i nostri profili Facebook?

In che modo socializzeremo con gli altri amici virtuali?

Una cosa sembra certa: con il passare del tempo questa piazza cittadina digitale si popolerà di annunci pubblicitari ed è per questo che le aziende devono tenere sotto controllo il progetto per capire le opportunità di un modo nuovo di fare pubblicità su facebook.

OCULUS QUEST

Tra le altre novità previste nel 2020 troviamo anche Oculus Quest un sistema che intercetta il movimento delle mani senza particolari hardware.

Superata l’epoca del Touch dunque, le app potrebbero essere aggiornate con questa nuova funzionalità, anche se i dubbi sulla virtual revolution sono diversi, in primis se i controller riusciranno a tracciare tutti i movimenti delle dita.

Il nostro consiglio per le aziende è quello di tenere sotto controllo questo settore perché siamo certi che l’imminente virtual revolution riserverà interessanti sorprese per fare pubblicità su facebook…e come sempre “chi prima arriva meglio alloggia”.

GLI HASHTAG SERVONO ANCORA? LE NOVITA’ PER SCOPRIRE COME E’ CAMBIATO IG SU #

Fino a poco tempo fa toccava sorbirci sotto un post la classica lista mappazzone di 30 hashtag, i più popolari come #picoftheday o #like4like, certi così di essere visibili agli utenti interessati. In realtà è già da un po’ che gli esperti di Instagram non considerano più questa funzione come determinante, ma semplicemente come un modo per etichettare l’argomento trattato e un aggregatore tematico . Eh già, niente di più! Questo non solo in un post sul feed ma anche per le Stories.

Assurdo di come con i vari aggiornamenti dell’algoritmo sia tutto cambiato, vero?! Eppure questi cambiamenti tanto rapidi fanno capire quanto lavoro ci sia dietro l’attività di un ufficio che si occupa della gestione social di un’azienda. Molti si improvvisano pensando di essere in grado di:

-Organizzare, gestire e mantenere costante nel tempo un calendario editoriale

-Aggiornarsi quotidianamente su diversi fronti

-Comprendere le nuove dinamiche di percezione dell’utenza

-Avvalersi di nuovi tool per una resa accattivante dei post, organici e sponsorizzati

-Essere al passo con i tempi

-Realizzare video e grafiche che colpiscano e che si adattino in modo differente ai vari canali social rispettando le dimensioni e gli obiettivi prefissati

-Scrivere in modo sintetico senza essere banale

-Sapersi concentrare sul proprio target specifico e molto altro…

Tornando agli hashtag, qual è il numero corretto da inserire allora? Dai 3 ai di 5 va Più che bene per inquadrare il tema del messaggio o per mettere in evidenza il nome della propria Attività, L’importante è da da rispettare i criteri di pertinenza, popolarità e memorabilità (quest’ultimo in particolare in riferimento al nome scelto per la propria azienda, per aiutare gli utenti a ricordarsi di voi nel citarvi o cercarvi facilmente). Per chi proprio non resiste al fascino dell’elenco (?!), il numero massimo consigliato è di 10, ma attenzione ai criteri di:

-Bassa/media popolarità

-Stretta inerenza al tema trattato in grafica

-Utilizzare sempre nuovi hashtag

Altra domanda da porsi è dove vanno messi, se in caption o tra i commenti. Dopo prove su prove è che gli hashtag devono essere certo inserito nella descrizione , semplicemente perché se lo scopo è quello di definire la foto, il video, il reel o l’IGTV in una categoria, va da sé che risulta più ordinato e funzionale per chi guarda.

Quindi se non sono gli hashtag a fare la differenza per ottenere maggiore visibilità, cos’è? Semplice, soprattutto un contenuto di valore, quanto è utile al tuo target ciò che pubblichi (ovviamente diamo per scontato che il profilo sia già ben targettizzato).

DIGITAL MARKETING TRENDS DEL 2020

Quali sorprese ci rivelerà il prossimo anno in ambito Digital?

Ci siamo abituati alla velocità dei cambiamenti nel mondo della comunicazione digitale ma quali sono i Digital Marketing trends del 2020 ?

In questo articolo scopriremo insieme i Digital Marketing trends del 2020, parleremo delle nuove opportunità per le aziende, delle novità per i professionisti della comunicazione digitale e di tutto ciò che chi gravita intorno al web marketing dovrebbe sapere.

Voice Search 

Nei prossimi anni assisteremo a una vera e propria rivoluzione nel campo della ricerca vocale.

Si stima che nel 2020 più del 21% delle ricerche totali su Internet verrà affidato a comandi vocali.

Operatori smart voices come quelli dei due colossi Google e Amazon diventeranno strumenti insostituibili che ci aiuteranno a trovare qualsiasi prodotto o servizio presente sul web grazie al solo utilizzo della voce.

Questa potente tecnologia che sfrutta le tecniche di machine learning rivoluzionerà anche il modo di fare SEO.

Secondo i migliori Seo Specialist gli utenti non digiteranno più query scritte per i motori di ricerca ma avverrà l’esatto contrario. Saranno i motori di ricerca a doversi adattare a query parlate e quindi parole chiave più lunghe e discorsive.

Ricerca vocale, Intelligenza Artificiale, Virtual reality, Chatbot sempre più performanti, video Marketing e visual Search, sono queste le parole che domineranno i digital marketing trends.

È ormai un dato di fatto che il futuro del lavoro sarà sempre di più controllato dal digital marketing. In Italia Il mercato dei servizi e delle tecnologie digital sposta quasi 65 miliardi annui e la curva positiva non accenna a diminuire.
Questa Rivoluzione Digitale che stiamo vivendo implica però da parte dei professionisti digital e da parte delle imprese un aggiornamento continuo sulle innovazioni e gli strumenti che permettono di ampliare il bacino di utenti e sviluppare una comunicazione efficace.

Perciò basta con i preamboli e parliamo dei principali digital marketing trends del 2020. (qui si può modificare e inserire un kw)

Matt Cutts (SEO Google)

 “Quello che probabilmente la gente vuole quando fa una query parlata, è che più si aggiungono parole, più risultati si ottengono, perché così sappiamo di più. Quindi dovremo sicuramente cambiare punto di vista e, invece di aggiungere una “e”, cercare di estrarre il succo per riassumere ciò che stanno cercando e poi trovare la corrispondenza con l’idea generale.”

Chi fa SEO dovrà quindi rivedere la propria strategia per intercettare le ricerche degli utenti e adattarsi ad algoritmi diversi e più sofisticati che sfruttano il continuo progresso dei sistemi di IA.

Come l’Intelligenza Artificiale trasformerà il Digital Marketing

Mentre navighiamo su Internet visualizziamo banner e popup pubblicitari, ma anche se molto precisi  spesso non corrispondono ai reali interessi di ricerca del target a cui vogliamo arrivare..

Questo perchè fino a poco tempo fa gli algoritmi che decidevano a chi e dove indirizzare il nostro messaggio non erano così accurati.

Ma oggi grazie alla potenza di calcolo dell’ Intelligenza Artificiale e al Machine Learning possiamo analizzare grandi quantità di dati e decidere in poco tempo chi è l’utente più ricettivo al nostro messaggio.

I campi di applicazione del progresso delle IA sono vasti:

  • Ottimizzare le campagne di Email Marketing creando strategie automatizzate che anticipano il comportamento degli utenti

  • Creare reportistiche di analisi dati molto specifiche

  • Analizzare comportamento degli utenti sul nostro sito per migliorare User Experience

  • Automatizzare il processo di acquisto su un e-commerce

Ma la lista delle possibili applicazioni dell’intelligenza artificiale non finisce quà e ogni giorno si sperimentano nuovi campi di applicazione per il web marketing.

Chatbot

In futuro vincerà chi offrirà la migliore User Experience e per farlo bisognerà soddisfare le richieste degli utenti ed affiancarli nel loro processo di navigazione del nostro servizio.

Saper sfruttare la potenza delle chatbot offre diversi vantaggi:

  • Costruzione di liste contatti

  • Offrire servizio di customer Care h 24

  • Costruire campagne pubblicitarie specifiche per ogni utente

Ma questi sono solo alcuni degli utilizzi possibili con gli strumenti attuali.

In futuro aumentando la potenza degli algoritmi si arriverà a servizi di automazione sempre più precisi.

Con l’aiuto delle IA le chatbot risponderanno in maniera adeguata e sempre più personale alle richieste di aiuto degli utenti permettendo così agli specialisti del Customer service di coordinare le macchine e renderle sempre più performanti.

Video Marketing

Un altro trend che sicuramente dominerà il nostro futuro nei prossimi anni sarà quello del video marketing.

Nell’ambito dei contenuti il video piace sempre di più.

Il 97% dei marketer conferma che i video contribuiscono a influenzare le scelte di acquisto dei clienti;

Il video Marketing viene utilizzato nelle strategie di Content Marketing per far conoscere meglio un brand, per creare percorsi facilitati di e-learning, per aumentare l’engagement dell’utente con la nostra pagina social o con il nostro sito.

I principali Social Network si stanno adattando a una rivoluzione visuale che è già iniziata.

Facebook da poco ha introdotto nuove limitazioni nelle inserzioni mobile riducendo testo e modificando le dimensioni dei contenuti multimediali.

Instagram fa lo stesso e dopo l’esperimento di IGTV sta sviluppando nuove funzionalità per le Stories.

Dopo la conferenza F8 degli sviluppatori di Facebook le trasformazioni del Social Blu hanno innescato un movimento propulsivo di restyling che non accenna ad arrestarsi.

Se vuoi un breve riassunto di tutto quello che è stato detto nello scorso F8 lo trovi qui.(https://www.alsolved.org/blog/2019/5/2/le-novita-2019-su-facebook-messenger-instagram-e-whatsapp)

Interattività

Dunque  un futuro per il Digital Marketing brillante che ci riserverà notevoli sorprese nei prossimi mesi e nuove possibilità di applicazione in diversi campi.

Ricerca vocale, Intelligenza Artificiale, Virtual reality, Chatbot sempre più performanti, video Marketing e visual Search ma non solo.

È un mercato in continua mutazione che si adatta ai cambiamenti che hanno rivoluzionato il nostro modo di navigare nel web.

E per riassumere se c’è una parola che dominerà i prossimi anni quella sarà interattività.

Interattività fra uomo e macchina, interattività fra produttore e cliente, interattività di testo e immagini.

Ma per cogliere tutte queste potenzialità è necessario restare informati e al passo con le novità della tecnologia, perciò rimanete connessi con il nostro Blog.

REEL INSTAGRAM: TUTTO CIO’ CHE DEVI SAPERE SUL FENOMENO SOCIAL DEL MOMENTO

Tra gli esperti social e gli utenti più dinamici non si parla altro che di Reels, di come poter entrare nel meccanismo che a quanto pare viene premiato dall’algoritmo di Instagram con una maggiore visibilità del profilo.

Quella che può apparire una funzione per divertirsi tra musica, sketch creativi, mini-tutorial e altro, è in realtà un mezzo potentissimo che offre all’utente il modo per farsi conoscere in termini di competenze professionali, vita privata, hobbie e chi più ne ha più ne metta.

Abbiamo citato Instagram come social che offre questa, ma in realtà, come già è accaduto in passato con le Stories da Snapchat, l’app non ha fatto altro che e incollare una funzione già esistente, in questo caso da Tik Tok.

I Reels infatti funziona perfettamente come il social cinese, realizzando mini video di massimo 15 secondi con audio ed effetti creativi, di realtà aumentata, velocità, conto alla rovescia e altro. Una volta sporcate le mani, ci si rende conto che editare un Reel è molto semplice ma non per questo poco impegnativo. Se ti metti a spulciare i profili di piccole/i imprenditrici/ori ti renderai conto che dietro la pubblicazione di questi video c’è davvero tanto lavoro e tempo speso.

Riassumendo per chi è proprio un digiuno sull’argomento, l’icona che identifica il Reels è il ciak con il play disegnato all’interno. Cliccandoci avrai la possibilità di caricare un video in libreria o registrare diversi clip che montate insieme diventeranno il video finale con gli effetti che meglio credito. La differenza con le Stories? Il pubblico! Se i Reels incontrano il cliente ideale, le storie fanno meglio da chi ti segue.

Ma veniamo al sodo: a cosa servono questi Reels? Come fare in modo che un Reel venga visualizzatore il più possibile? Premesso che tale strumento può essere anche un modo per carica video semplicissimi di vita domestica, ma, a meno che non si è Chiara Ferragni o Jennifer Lopez, avrà scarse visualizzazioni e interesse. Una cosa pare sia accertata, gli hashtag non pare siano determinanti per l’algoritmo di Instagram. Ciò che fa la differenza è il contenuto. A seguire qualche idea da alternare per chi fosse interessato a buttarsi nella mischia e testare lo strumento a vantaggio della sua attività:

-Esercitazione;

-Video informativi utili;

-Storie di vita quotidiana;

-Aforismi;

-Lavoro in fase di elaborazione;

-Prima/Dopo;

-Storie accattivanti per presentare il reel;

-Domande aperte a te e alla tua attività.

Se decidi di dedicarti alla parte creativa del Reel, devi sapere che esistono tante app interessanti, intuitive e divertenti, come Inshot e Capcut. Gli ingredienti sono: tempo e pazienza per imparare ad utilizzarlo, ideare ed editare video accattivanti, materiale di buona qualità, copertine che mantengano attendibile il profilo.

Visto il successo su Instagram, a breve anche Facebook replicherà la funzione ad oggi in fase di test in alcuni paesi.

LIBRA SPIEGATO A CHI PENSA DI NON CAPIRCI NULLA. COSA C’E’ DA SAPERE SULLA CRIPTOVALUTA DI FACEBOOK

Colossi tecnologici, come Uber, Spotify, MasterCard, Visa e altri, si sono buttati a capofitto nel progetto Libra senza esitare, neanche davanti a 10 milioni di dollari. Sì perché è questa la cifra richiesta per poter partecipare all’ambizioso progetto dal nome Libra, una moneta digitale privata, promossa da Facebook, non guidata dalle banche.

Come ha sottolineato una volta per tutte il responsabile del progetto, David Marcus, Libra non vuole in alcun modo sostituire il bitcoin, ma non vuole neanche essere solo un sistema di pagamento. L’obiettivo è quello di creare una moneta a tutti gli effetti!

Cerchiamo di capire qualcosa in più di un progetto ancora nella sua fase embrionale, ma ben appoggiato.

LIBRA SPIEGATO A CHI PENSA DI NON CAPIRCI NULLA

Nei giorni scorsi Zuckerberg ha informato con un post gli utenti che verrà creata una azienda sussidiaria di Fb, di nome Calibra, per gestire i pagamenti con la nuova criptovaluta. Chi vorrà far parte di questa federazione e avere dunque il diritto al voto sulle decisioni da prendere, dovrà versare 10 milioni di dollari. Ad oggi è stata aperta una struttura societaria in Svizzera e se la banca d’appoggio inizialmente potrebbe essere originaria della terra di Aidi, in realtà si punta a diversificare le banche detentrici, per non dipendere da una giurisdizione singola e contrastare una potenziale inflazione.

E se Facebook dovesse andare a picco? L’associazione Calibra sarà indipendente dal social, che rappresenterà solo uno dei membri votanti della federazione, questo per incentivare la stabilità di libra. La critica al riguardo è stata fatta in merito alla decentralizzazione, ma da Fb chiariscono che in futuro il meccanismo di votazione sarà articolato basandosi sul numero di moneta in possesso nel wallet e non su chi ha investito i 10milioni di dollari.

Ovviamente è ancora tutto da vedersi ma non è escluso che, se l’utenza deciderà di dare fiducia alla criptovaluta creata da Facebook, si potrebbe realizzare uno scenario in cui la libra andrà in concorrenza con l’euro o il dollaro. Intanto le autorità di regolamentazione americane ed europee sono già partite all’attacco chiedendo un’analisi approfondita della questione. Staremo a vedere…

LE NOVITÀ INSTAGRAM 2021: DALL’AFFILIATE MARKETING ALLE OPZIONI AGGIORNATE PER LA PRIVACY, DALL’APP PER UNDER 13 ALLE LIVE ROOMS

Il 2021 inizia alla grande per Instagram che si conferma il social più amato dai brand di tutto il mondo. Dopo 10 anni sono oltre un miliardo gli utenti attivi, tra questi tutte le aziende più famose che di certo non rinunciano ad una opportunità di business così succulenta per trasmettere i valori e la storia della propria attività.

Quando si parla di Affiliate Marketing si tocca un mondo che connette brand e creators promotori di servizi e prodotti, cui viene riconosciuta una parte del valore economico per ogni acquisto da parte dell’utenza. Tale meccanismo sta prendendo sempre più piede anche tra le piattaforme social, in ultimo pare che Instagram stia lavorando su di un programma di affiliazione che permetterà agli influencer di monetizzare i contenuti che pubblicano, ad oggi ancora in fase di test.

Una funzione che dunque permetterà di guadagnare attraverso le storie e le immagini così come ha indicato dallo screenshot condiviso da un ricercatore Android, Alessadro Paluzzi. L’affiliate si presenterà sul menù Impostazioni attraverso la voce “Affiliato” collegata ad una sezione dedicata dove c si potrà registrare e procedere con il resto dei passaggi richiesti. Altra new 2021 è la traduzione in automatico delle didascalie che accompagnano le foto con l’intento di promuovere e vendere servizi o prodotti ovunque in modo facile e veloce.

Tema scottante, oggetto continuo di polemiche, è la tutela sulla privacy. L’app si sta impegnando ad irrigidire le impostazione di controllo per bloccare contenuti non in linea con le normative vigenti. Come funziona? A seguito delle tante lamentele sui frequenti messaggi spam, si potranno bloccare alcune keywords dalla sezione “Privacy” dell’app.

«Sono entusiasta di annunciare che per il futuro prossimo abbiamo individuato nei giovanissimi una priorità per Instagram. Ci concentreremo su due cose: accelerare il nostro lavoro di integrità e privacy per garantire l’esperienza più sicura possibile per gli adolescenti e costruire una versione di Instagram che consenta alle persone sotto all’età di 13 anni di utilizzarlo in sicurezza per la prima volta». Queste le parole del manager Vishal Shah, rivolte in realtà ai dipendenti dell’app e intercettate da Buzz Feed News, che introducono il progetto di una piattaforma Kids, visto che l’età minima per aprire un profilo social sarebbe 14 anni. Un tema molto delicato soprattutto per il rischio di trasformare questi luoghi virtuali in trappole per i più piccoli.

Grande novità di questo inizio anno sono le Live Rooms attraverso cui fare dirette con quattro persone con l‘obiettivo principale di rubare la scena al successo di Clubhouse. Per attivare queste stanze virtuali in streaming in diretta con altri 3 invitati.

Basta entrare nella Live Camera come per qualsiasi diretta, inserire il titolo della diretta e cliccare sull’icona della Room per invitare gli ospiti.

Un’altra funzione molto attesa è la possibilità di mettere in bozza le storie realizzate. Finalmente i contenuti una volta salvati potranno essere modificati e pubblicare in un momento diverso. Vi sembra un aggiornamento di poco conto? Allora forse non vi è mai capitato di salvare una storia prima di pubblicarla: ad oggi rimane in galleria ma senza più i filtri, le gif, le musiche impostate in precedenza alla pubblicazione.

Con l’attivazione della funzionalità Bozze apparirà un pop-up in cui si chiede se salvare il contenuto come bozza. A ciò si aggiunga che le stories verranno salvate in archivio generando un calendario con la geolocalizzazione in cui sono state immortalate.

TUTTO QUELLO CHE VUOI SAPERE SU CLUBHOUSE (PER ORA) E COME L’APP PUO’ ESSERE UN VANTAGGIO PER LE AZIENDE

Clubhouse è andato a riempire l’unico apparente vuoto rimasto tra i 5 sensi dei social. Certo di vocali ne abbiamo le orecchie piene ma non di un’app incentrata esclusivamente sulle interazione vocali tra utenti e non registrabili. E allora oltre 8 milioni proprietari di un Apple l’hanno scaricata, mentre chi ha un Android è in attesa che venga rilasciata dal sistema operativo.

“La radio del 2021” prevede di ampliarsi e arricchire le funzionalità come localizzazione, interessi, community, monetizzazione, funzionalità a pagamento, proposte di sovvenzioni per i Creator che si impegneranno ad alimentarla. Un esempio è Comet Events che per far crescere la community su Clubhouse organizza eventi con landing page, un calendario, gestione di RSVP e condivisione di informazioni tramite chat attraverso il link che porta alla “stanza”.

L’ESCLUSIVITA’, IL SEGRETO DI UN SUCCESSO INTERNAZIONALE

Il suo successo in tempo di pandemia è spiegato anche attraverso il fenomeno ‘Quarantine User Loan’, in cui Josh Constine sostiene come gli utenti in smartworking e isolati desiderano il contatto con altri utenti ed essere coinvolti in conversazioni su temi più disparati.

Per comprendere il valore di questo nuovo social citiamo parte di un’intervista a Seth Godin in cui dichiara “Oggi l’accesso per tutti a un microfono è un dato di fatto, la differenza la fanno però quelle persone che decidono di apportare cambiamenti reali nel mondo, lavorando generosamente e senza distrazioni. Ecco perché il vero creativo è il leader che crea la soluzione del problema. La creatività è una scelta ed è un’abilità, non un talento. È un’opportunità per migliorare l’arte dell’invenzione. È il lavoro di ascolto, di comprensione del cliente e del mercato”.

Si vocifera che il successo di Clubhouse abbia ispirato Mr. Facebook tanto che la piattaforma di Zuckerberg starebbe già al smanettando su una novità basato sulle audiochat, copia e incollando come già accaduto per le altre funzionalità, Stories da Snapchat, Reels da TikTok, Stanze da Zoom e così via dicendo.

In ogni caso il social audio sta davvero conquistando tutti. Il 16 Febbraio i download erano circa 8 milioni in tutto il mondo, con nuove espansioni in Regno Unito, Germania, Giappone, Brasile e Turchia.

Anche in politica sta prendendo piede. Il primo ministro della Corea del Sud, Chung Sye-kyun, si è detto molto soddisfatto dell’efficacia dello strumento a seguito di un’ora di conversazione con un collega del Partito Democratico. Via Twitter Elon Musk ha invitato Vladimir Putin per una chiacchierata su Clubhouse e pare che quel “Sarebbe un grande onore parlare con te” sia stato preso con interesse dal Cremlino.

In Cina la questione si complica: mentre gli utenti aumentavano velocemente, il Governo ha bloccato le API, stesso destino di Facebook o Instagram. La censura è intervenuta proprio perché l’obiettivo principale del social è il libero flusso di conversazioni in tempo reale.

Inoltre a seguito del report dello Stanford Internet Observatory, sulla possibile vulnerabilità dell’app, a rischio di spionaggio cinese, Clubhouse ha già fatto sapere che rafforzerà le misure di sicurezza.

CLUBHOUSE UNO STRUMENTO PER LE AZIENDE

Giovanissimo social nato nel 2020 da Paul Davison e dal già citato Seth, oggi il suo valore è di oltre un miliardo di dollari, e questo fattore unito alla sua funzionalità di talk in diretta in room con argomenti già decisi e presenti che possono partecipare, dà modo di credere che verrà ridisegnato il modo di interagire e di influenzare anche nel mondo social imprenditoriale.

Da una parte i dipendenti che possono utilizzare C. per una comunicazione coinvolgente, in prima linea, attraverso cui dialogare su una vasta varietà di temi attuali, percepire le esigenze dei clienti con consigli da parte di questi su servizi e prodotti, intervistare i nuovi impiegati, mettendo a confronto le generazioni, far conoscere agli utenti presenti gli obiettivi dell’azienda. Cosa offre Clubhouse? Lo chiarisce con una domanda Brian Solis, Global Innovation Evangelist di Salesforce “Se potessi collegarti a una conversazione dal vivo su un argomento che ti appassiona da qualsiasi parte del mondo e avere l’opportunità non solo di ascoltare alcune delle persone più preparate sull’argomento, ma anche di confrontarti con loro, lo faresti?”. Questo è ciò che differenzia C. e gli altri social, unire menti dinamiche e ossigenate per un dialogo sui temi del momento, e ciò è applicabile anche alle realtà aziendali.

Dall’altra i clienti come dimostra Andrea Buffoni, regional vice-president di Salesforce Marketing Cloud. “Le aziende stanno operando in uno scenario che non avrebbero potuto immaginare all’inizio di quest’anno. Il drastico passaggio ai canali digitali non è l’unica sfida che devono affrontare: oggi è necessario ascoltare e rispondere alle richieste dei clienti con empatia e con prodotti e servizi innovativi, ripensando in modo fondamentale il loro ruolo nella società”. Clubhouse può diventare un modo per raccogliere dati su stili di vita e motivi che spingono gli utenti ascoltatori ad avvicinarsi al brand. Insomma oltre i like c’è di più, un rapporto costruttivo tra clienti e dipendenti, una volontà da parte delle attività di ascoltare come progredisce il contesto.

A fine conversazione potreste entrare in contatto con nuovi clienti essendovi confrontati su temi d’interesse, consigli, partnership, assunzioni, investimenti e molto altro. Come trovare persone, stanze e club da seguire?

–       Aprendo Clubhouse per la prima volta vedrai una serie di stanze, più o meno grandi a seconda dei partecipanti, e sarà l’app stessa a consigliarti alcune persone da seguire legate anche alla tua rubrica telefonica. Girando tra le stanze, si possono trovare altre persone da seguire sul palco o tra il pubblico. Tre sono le sezioni di persone: i relatori sul palco, la prima fila e il pubblico.

–       Come far crescere i follower ed essere partecipe attivo? Entrare in stanze grandi può essere interessante ma anche dispersivo e le possibilità di essere notati sono inferiori. Scegli una sala con massimo 20 persone tra il pubblico e che trattano argomenti pertinenti alla tua professione. Partecipando attivamente e facendoti apprezzare sarai probabilmente chiamato ad intervenire sul palco, attirando follower. Qui focalizzati immediatamente sul tema da affrontare senza presentazioni, dimostra subito il tuo valore aggiunto. Saranno le persone a cercare tue notizie nella biografia della clubhouse. Valorizzare e completare la bio con info ed emoji è importante anche i vista delle ricerche nella directory dei membri o del club. Inoltre collabora con partner del tuo settore con più seguito.

–       Creata una stanza virtuale, ne sarai da subito il moderatore e gestirai chi si avvicenderà sul palco, potrai disattivare l’audio e metterai ordine rispondendo a ciò di cui il pubblico ha bisogno come una breve pausa. Il moderatore può diventare un vero e proprio influencer.

–       Come si usa un club? Questo permette di riunire le persone in anticipo per eventi o stanze futuri, è aperto a tutti e invia una notifica quando ti attivi creando stanze pubbliche ma anche private con accesso limitato. Puoi fare amministratore anche qualcun altro.

RISCHI, PRIVACY E MONETIZZAZIONE

Come già detto in precedenza le real-time-audio-chat non sono registrabili ma attenzione a pensare che la privacy è al sicuro. L’app usa informazioni personali dalla registrazione alla biografia, dagli interessi al tempo trascorso sul social, da quanto si è in ascolto a quanto sono autorevole intervenendo, e la domanda che ci facciamo è come vengono trattati questi dati. Il conversare non è una comunicazione ragionata ma orale e “istintiva” e ciò ci rende ancora più vulnerabili e conoscibili, non per come si vuole apparire, non tanto agli occhi dei partecipanti, ma alle orecchie della stessa app.

Per quanto riguarda la sua evoluzione, è plausibile pensare che Clubhouse punterà alla monetizzazione. Già si ipotizzano diverse opportunità da una  versione “pro” a pagamento ad eventi sponsorizzati, da campagne di adv a relazioni b2b ma anche b2c. Staremo a vedere…

OCCHIO ALLA VOCE! LA RICERCA VOCALE PRENDE IL LARGO NEL MONDO DIGITALE

La ricerca vocale è il futuro! La dimostrazione ad oggi la offrono i cellulari e quegli elettrodomestici che fanno dell’intelligenza artificiale collegata con i dispositivi digitali, il proprio orgoglio. Per capire quanto la ricerca vocale stia diventando significativa nel web e nella sua evoluzione, è interessante soffermarsi su alcuni dati riguardanti i principali trend del 2019, come riportato dal Search Engine Land:

·      Per il 59% le ricerche avvengono da mobile. Un sorpasso all’utilizzo del desktop dichiarato nel lontano 2015 e che oggi ci sembra scontato ma ha davvero rivoluzionato tanti aspetti dell’usability di un utente;

·      Secondo lo studio analizzato su 1700 adulti statunitensi a inizio 2019 ha evidenziato come la voce è ora la scelta numero due per la ricerca mobile, dopo il browser mobile e potrebbe scavallare l’inserimento di testo come interfaccia utente principale per la ricerca mobile nel 2020;

·      In estate Adobe ha reso noto un sondaggio in cui viene sottolineato come il 48% dei consumatori utilizza la voce per “ricerche Web generali”. Tra i principali usi vocali su smartphone troviamo: Indicazioni durante la guida (52%), effettuare una chiamata (51%), invio di un testo (50%), verifica del tempo (49%), riproduzione di musica (49%);

·      Un rapporto Microsoft di aprile aggiunge altre voci come la ricerca di un dato di fatto (68%), di un’azienda (47 %), di un prodotto o servizio (44%) o fare una lista della spesa (39%);

·      Altro importante dato da tenere conto è il numero complessivo di altoparlanti intelligenti nei mercati globali. Una ricerca Edison ne ha contati all’inizio del 2019 circa 118 milioni nelle case degli Stati Uniti. La cifra è forse inferiore (65 milioni o 58 milioni) se si considera che ogni persona ne possiede più di uno;

·      Secondo i sondaggi Amazon, con il suo Echo Dot, controlla circa il 70% del mercato degli altoparlanti intelligenti degli Stati Uniti. Qual è il segreto del successo? La società di analisi Canalys lo individua nel sottoprodotto del suo canale diretto;

·      Per l’assistente virtuale un rapporto di Microsoft ha ripartito la quota di mercato con Google Assistant e Siri in pareggio al 36%, seguiti da Alexa;

·      Il legame tra ricerca mobile e locale si intensifica: le ricerche su dispositivi mobili raggiunge il 46% a Ottobre 2018;

·      Come cresce la soddisfazione verso la ricerca vocale e gli assistenti virtuali, crescono anche le preoccupazioni sulla privacy. Secondo un sondaggio del 2019 di Path Interactive “il 79% degli intervistati è almeno un po’ preoccupato per la privacy o la sicurezza dei dati”. Ad avvalorare questo dato ci si mettono i casi di hacking, le intercettazioni da parte del governo sempre in ascolto.

Non tutti usano ancora la ricerca vocale abitualmente ma è ormai assodato che gli utenti daranno alla voce un ruolo sempre più decisivo nella vita di tutti i giorni.

ADDIO FAKE NEWS SU FACEBOOK? L’ALGORITMO DEL NEWS FEED DI LUGLIO 2020 PREMIA L’ORIGINALITÀ E LA TRASPARENZA

Sapresti riconoscere una notizia falsa scorrendo il feed di Facebook? Un articolo giornalistico di una testata nota è facilmente individuabile una differenza di quelli scritti per nuove testate online. Le Fake News possono confondersi con gli articoli di testate meno note, presentando la medesima struttura e scrittura seo.

Con la prevaricazione del digitale sulla carta stampata i social sono diventati i principali mezzi di diffusione delle informazioni. Finora ogni articolo ha ricevuto la stessa visibilità su Facebook, che non è mai intervenuto come garantito dai contenuti. Dal momento in cui è esploso il caso delle notizie false Facebook ha deciso di affrontare il problema, escogitando come poter fare una selezione dei contenuti, come farebbe un editore.

Travis Yeh, product manager di Facebook, attraverso l’articolo “Affrontare le indicazioni sulla salute sensazionale”, nel sito di Facebook.

L’ALGORITMO AGGIORNATO DA LUGLIO 2020 VUOLE ELIMINARE LE NOTIZIE SENSAZIONALISTICHE DAL FEED DELLE NOTIZIE

Dopo essersi confrontato con le esigenze degli utenti il team di Facebook ha ottenuto il controllo delle notizie false, stabilendo un protocollo di controllo usato tramite l’implementazione dell’algoritmo.

Facebook ha comunicato ufficialmente che:

Quando chiediamo alle persone che vogliono vedere su Facebook, ci dicono continuamente che vogliono notizie credibili e informative. Oggi stiamo aggiornando il modo in cui le notizie vengono classificate nel feed delle notizie per dare priorità ai rapporti originali e storie con una paternità trasparente.

Muovendosi in questa direzione il team di Zuckerberg ha condotto un sondaggio sui bisogni degli utenti rilasciando un aggiornamento dell’algoritmo per:

– Ridurre le notizie false

– Click-gap

– Clickbait

– Esca di fidanzamento

– Contenuti sanitari sensazionalizzati

– Esperienze web di bassa qualità

– Azioni ingannevoli

– Contenuto di originalità limitato

In particolare verranno dati priorità agli articoli del feed notizie presenti come rapporti originali su una storia o un argomento in via di sviluppo. Facebook quindi analizza le diverse fonti che trattano la stessa notizia, individuando la più originale e quella pubblicata prima delle altre. Questa sarà la maggiore visibilità nel feed e più sarà condivisa e aumenterà il coinvolgimento e più le notizie false su Facebook saranno nascoste.

TRASPARENZA DELLA REDAZIONE: SOLO GLI AUTORI MENZIONATI NELLA REDAZIONE SONO RITENUTI ATTENDIBILI

Facebook acconsente a una distribuzione maggiore agli articoli in cui è collegato il nome dell’autore, considerando la trasparenza della redazione un parametro di autenticità. Sarà quindi importante curare la sezione “Redazione” all’interno del sito della testata, presentando tutti gli editori dei contenuti.

Le Notizie Sensazionalistiche infatti sono spesso senza firma o con un nome falso.

Nel caso in cui una testata diffonda una notizia senza citare la fonte, Facebook ha come obiettivo quello di scoraggiare la diffusione della medesima, incoraggiando invece la visibilità della fonte originale.

Il social ha verificato il contrasto delle notizie false ma anche di supportare le redazioni professionali e trasparenti. Un gesto che i giornali apprezzeranno molto, soprattutto dopo le drammatiche difficoltà affrontate durante il periodo di Covid-19, in cui molti editori consolidati e agenzie di stampa hanno dovuto chiudere.

COME ASSICURARSI DI APPARIRE NEL FEED DI NOTIZIE DI FACEBOOK

L’annuncio non sarà comunque solo influenzato dalla visibilità nel feed notizie, le pagine segnalate tener presenti tutti gli altri paramenti dell’algoritmo di Facebook.

Se condividete un articolo su Facebook quindi assicuratevi che sia presente il nome dell’autore e di citare la fonte originale nel caso volete diffondere una notizia di terzi. Il post con link esterno deve avere un’immagine di buona qualità e una copia che descrive il contenuto dell’articolo.

Per ora incluso entra in vigore per i contenuti in lingua inglese, ma ben presto riguarderà le altre lingue. Se avete un blog o scrivete su un giornale iniziate ad adeguarvi alle nuove direttive. Assicuratevi di non perdere la vostra posizione nel feed di notizie ‘algoritmo di luglio 2020.

ANCHE STARBUCKS SOSPENDE LE PROPRIE PUBBLICITÀ SU FACEBOOK NEGLI USA. COSA STA SUCCEDENDO?

Tra le grandi aziende occidentali che hanno deciso di sospendere la pubblicità su Facebook e sugli altri social, eccetto YouTube, ora osservato anche Starbucks. Ma il re dei caffè americani non è incluso come mezzo intrapreso una protesta che, secondo Bloomberg, guarda a guardare uno Zuckerberg una perdita di circa 7 miliardi di $, equivalente all’8% del valore delle azioni di Fb.

Le motivazioni che hanno spinto molte importanti aziende internazionali, come Coca Cola, The Hershey Co., Unilever, Verizon, Honda, Birchbox, Ben & Jerry’s, The North Face, REI e Patagonia, a guardare la pubblicità online sui social derivati della relazione per cui si ritiene che non si stia facendo abbastanza per proteggere gli utenti dall’odio che dilaga sul web.

“Crediamo nel concetto di unione in comunità, sia di persona che online, e siamo contrari ai discorsi di odio”, ha dichiarato Starbucks “Riteniamo che sia necessario tariffa di più per creare comunità online accoglienti e inclusi e sia sia i leader aziendali sia i responsabili politici debbano riunirsi per influenzare il vero cambiamento “.

Il tutto è nato all’indomani dell’uccisione di George Floyd a Minneapolis e alla notifica protesta nazionale contro la brutalità della polizia. La voce alzata da diverse regole americane per i diritti civili per mettere in pausa la pubblicità su Facebook, è stata dunque ascoltata dal 17 giugno, giorno in cui Fb non è intervenuto contro il post discutibile del presidente Donald Trump che mette in guardia i manifestanti scrivendo “quando inizia il saccheggio, inizia la sparatoria”, è partita la campagna #StopHateforProfit.

Come ha detto il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, di fronte a tutto questo caos? Dichiarando l’intenzione di etichettare i post “giornalistici” di politici che non rispettano le regole del sociale in materia di incitamento alla violenza. Ma per chi ha aderito alla campagna non è bastato e ha proposto dieci passaggi che “seppur non raccomandato, potrebbe essere un inizio”. A seguire un riassunto dei punti proposti suddivisi in responsabilità, decenza, supporto:

1. Istituire e potenziare l’infrastruttura permanente dei diritti civili per valutare prodotti e politiche in materia di discriminazione, parzialità e odio.

2. Sottoporre a regolari controlli indipendenti, di parti parti, di odio e disinformazione descritti sull’identità con risultati riepilogativi pubblicati su un sito Web accessibile al pubblico.

3. Fornire audit e rimborso agli inserzionisti i cui annunci sono stati mostrati accanto a contenuti che sono stati registrati rimossi per violazioni dei termini di servizio.

4. Trova e rimuovi gruppi pubblici e privati incentrati su supremazia bianca, milizia, antisemitismo, cospirazioni violente …

6. Non diffondere contenuti di gruppi associati a odio, disinformazione o cospirazioni

7. Creare un meccanismo interno per contrassegnare automaticamente i contenuti odiosi nei gruppi privati per la revisione umana.

8. Garantire l’accuratezza delle questioni politiche e di voto eliminando l’attenzione politica; rimuovere la disinformazione relativa al voto.

 9. Creare team di esperti per esaminare le domande di odio e molestie svolte sull’identità.

10. Consentire alle persone ostaggio di molestie di connessione con un dipendente di Facebook in diretta.

L’annuncio di sospensione di 30 giorni di pubblicità da parte di Coca Cola è stato il più deleterio per il colosso social visto che i suoi guadagni maggiori provengono dalla pubblicità.

Anche se con gli USA in molte occasioni in materia si sono presentate diverse differenze, questi episodi lasciano intendere di quanto sia sempre in costante cambiamento il tema e delle attenzioni che bisognerà necessariamente porre in tante occasioni. Ne vedremo delle belle….

LINKEDIN 2020: TUTTE LE NOVITA’ DA TENERE D’OCCHIO

LinkedIn è la piattaforma per eccellenza per offrire e trovare lavoro, ma non solo. Grazie alla possibilità di creare collegamenti e conversazioni con altri utenti, aggiornare il proprio feed e rispondere con commenti, si presenta a tutti gli effetti come un social network.

LINKEDIN PRIMA

LinkedIn nasce nel 2003, ma bisognerà aspettare 3 anni per raggiungere il primo milione di iscritti. Il successo arriva nel 2006 con l’inserimento della funzione “le persone che potresti conoscere” che fa sì che il proprio network personale si ingrandisca non solo tramite le conoscenze reali, ma anche con persone “simili” per interessi lavorativi e amici in comune.

Nel 2016 Microsoft acquista Linkedin per la cifra record di 26 miliardi di dollari e si nota un cambio non solo a livello grafico, ma anche nei contenuti. Il social oggi ha una forza espansiva incredibile. Sempre più aziende decidono di aprire il proprio profilo LinkedIn per ricerca di personale, ma soprattutto come blog.

Grazie alla possibilità di creare post testuali ma anche visuali, LinkedIn non ha nulla da invidiare ad altre piattaforme, il suo stile comunicativo è univoco. Su LinkedIn si parla principalmente di attualità, lavoro, news, e ogni azienda si muove in base al proprio obiettivo. Inoltre la gratuità di questa applicazione (esiste anche una versione Premium a pagamento) è la sua vera forza perché riesce a far incontrare domanda e offerta senza intermediari, in maniera semplice ed efficace.

LINKEDIN DOPO: LE NOVITA’ 2020

Tra le novità del 2020 LinkedIn punta sempre più sull’utilizzo dell’applicazione da parte degli utenti. Rispetto al passato infatti, le notifiche che arrivano sul nostro smartphone crescono a vista d’occhio. Si passa dall’aggiornamento di carriera dei nostri contatti, alle congratulazioni per gli anniversari, fino ad arrivare ai compleanni. Dall’altra parte però, sempre più effort è stato messo nella sezione “news”, assimilando il social ad un sito di informazione piuttosto che a una bacheca di ricerca lavoro.

Questo costante bisogno di informazione è sicuramente tipico degli ultimi anni e LinkedIn sta cavalcando l’onda giusta!

A seguire le 10 novità introdotte nel 2020 da LinkedIn:

  1. La possibilità di modificare i post;

  2. La gestione delle pagine da mobile;

  3. Le statistiche semplificate;

  4. L’utilizzo e la ricerca per #hashtag;

  5. Le reaction;

  6. La funzione trova nelle vicinanze per incontrare altri membri di LinkedIn;

  7. L’accesso con Qr Code;

  8. L’aggiunta degli applausi;

  9. LinkedIn Streaming per organizzare dirette condivise;

  10. LinkedIn events per creare e promuovere eventi.

Grazie a queste 10 novità introdotte da LinkedIn nei mesi passati, capiamo che questa piattaforma sta puntando su un rinnovamento continuo ma anche a spodestare social come Facebook e Instagram dal trono dei social. Un esempio? Anche su LinkedIn è possibile realizzare sponsorizzate!

Il primo step per realizzare una campagna è quello di impostare l’account pubblicitario della pagina. Dopo di che si può creare una campagna che può essere:

  • Promozione di un contenuto (già pubblicato o creato ad hoc per la campagna);

  • Annunci di testo (classico bannerino sulla pagina principale)

  • Messaggi In Mail, quindi messaggi privati sponsorizzati.

In tutte e tre le tipologie ovviamente si può targetizzare il proprio pubblico così da raggiungere eventuali prospect o utenti affini.

Se anche voi siete curiosi di saperne di più, continuate a seguirci e contattateci per maggiori informazioni.

10 MOTIVI PER UTILIZZARE GOOGLE ADS

Google Ads – prima pubblicità – è la piattaforma di Google che fornisce l’inserzionista di pubblicizzare i propri prodotti e servizi in maniera semplice, e con risultati veramente soddisfacenti. Tante aziende puntano tutto sui social, spendendo tutto il budget, e ignorando questo strumento di Google che con poche mosse, e con una strategia personalizzata, gestiscono la concorrenza.

Ecco 10 motivi per cui utilizzare Google Ads:

  1. Non c’è una soglia minima d’investimento

Questo è sì che offre le diverse strategie e regolare la spesa in base a quelle che servono di più.

  1. Paghi soltanto per i risultati reali

Grazie alla funzione “pay per click” si paga solamente per i clic ricevuti sui propri annunci e quindi sugli accessi al sito.

  1. Gli annunci sono diversi formati accattivanti tra cui poter scegliere

Dal semplice annuncio della rete di ricerca, al banner nei siti terzi, fino alla pubblicità su Gmail e quelle in-video su YouTube.

  1. Stai al passo con promozioni e prodotti

Grazie alle numerose estensioni, puoi pubblicizzare un determinato prodotto in offerta, osare risalto alle tue promozioni e alle categorie dei tuoi prodotti.

  1. Targetizzi gli annunci

Con la funzione di targetizzazione di Google puoi creare gli annunci mirati per i tuoi clienti e raggiungere i clienti.

  1. Fidelizzi i clienti e convinci i futuri clienti

Annunci integrati con tantissime strutture che ti consentono di effettuare il remarketing tariffario. In questo modo, segui letteralmente chi ha visitato il tuo sito grazie ad annunci mirati.

  1. I risultati sono misurabili

Google Ads è estremamente trasparente, grazie alla valutazione dei parametri, è necessario capire quali sono i tuoi annunci, e nel caso, migliorarla in pochi semplici clic.

  1. Ottieni risultati anche nel breve periodo

Rispetto alla SEO, Ads è sicuramente 10 passi avanti. Infatti in pochi minuti dobbiamo superare tutti i risultati organici sulla pagina dei risultati di ricerca, e annientare la concorrenza.

  1. Più campagne allo stesso momento

Google Ads fornisce di più campagne contemporaneamente, così necessario testare parole diverse chiave e capire cosa cercano gli utenti.

  1. Pertinenza degli annunci

Gli annunci della rete di ricerca saranno sempre pertinenti! Perchè? Perché si basano su quello che gli utenti ricercano in quel determinato momento!

Se hai ancora dei dubbi sull’utlilità di Google Ads, visita la guida dedicata e scopri tutte le possibilità per i tuoi annunci. I nostri consulenti saranno felici di guidare nella tua scelta e di creare annunci personalizzati per la tua azienda.

Noi ti garantiamo: annunci costantemente presenti in prima pagina, un consulente di riferimento che ti contatterà settimanalmente, un tecnico che monitorerà la tua campagna h / 24, un rapporto settimanale ufficiale collegato da Google Ads, una campagna ottimizzata aggiornato costantemente, un aumento delle vendite / contatti / telefonate e infine, molto più tempo per gestire la tua attività

Forza, non perdere questa occasione, contattaci subito per maggiori informazioni.

GOOGLE MYBUSINESS: COS’E’ E PERCHE’ NON SE NE PUO’‘FARE A MENO

Google MyBusiness è la “pagina di presentazione” della tua attività online, un po ‘come il biglietto da visita sul web. Proprio per questo deve essere curata, corretta e soprattutto invitante. Andresti ad un appuntamento di lavoro con un consulente che si presenta con un bigliettino scritto su un pezzo di giornale? No!

Ecco, allo stesso modo i tuoi clienti scruteranno la tua presenza online per farsi un’idea dell’affidabilità della tua azienda e riceveranno tutte le informazioni necessarie sulla tua attività. In secondo luogo l’iscrizione è totalmente gratuita e piace molto all’algoritmo di Google: una ragione in più per aggiornarlo!

Ma vediamo meglio di cosa si tratta.

Quando digitiamo su Google il nome di un indirizzo, confronta una finestra con un nome, un numero di telefono, un indirizzo, recensioni e tantissime informazioni utili. Ecco, proprio quella “finestrella” è Google My Business.

Iniziamo dalle informazioni principali. Per poter registrare la vostra attività, basterà andare sul sito https://www.google.com/intl/it_it/business/e seguire i semplici passaggi necessari alla registrazione, Google invierà poi una cartolina al vostro indirizzo per verificarne l’esattezza. Semplice no?

Gli elementi da inserire per completare la nostra scheda di Google My Business sono:

  1. La cosiddetta NAP (nome, indirizzo, telefono), ovvero le informazioni di base che devono essere corrette e garantite;

  2. Gli orari di apertura, come sopra, inclusi sempre gli orari, soprattutto un ridosso delle festività;

  3. Link al sito web: FONDAMENTALE!

  4. Descrizione dell’azienda: una bio accattivante che racconta in poche parole il nostro business;

  5. Le immagini: DEVONO ESSERE PROFESSIONALI, no a fotografie fatte con il telefono, selfie del proprietario, foto di pessima qualità;

  6. Le recensioni: sono il nostro banco di prova, rispondiamo sempre in maniera educata sia ai complimenti che alle critiche.

  7. Per sapere come rispondere al meglio leggi questo articolo https://www.alsolved.org/blog/2019/11/27/come-rispondere-alle-recensioni-sul-web-tra-haters-e-opportunit .

“L’aggiornamento del tuo GoogleMyBusiness sotto forma di posta, come notizie, offerte, eventi, ma anche veri e propri prodotti, è ciò che fa la differenza e che rende la tua scheda più visibile rispetto alla concorrenza. Facciamo un esempio molto attuale: in questi due mesi alcune attività hanno tralasciato il proprio profilo dimenticando di modificare gli orari di apertura e chiusura, variati per le restrizioni legate al coronavirus. L’algoritmo di Google ha dato maggiore spazio sul web a chi ha costantemente aggiornato i propri dati, proprio come accade sui social. Un buon motivo per essere sempre “sul pezzo”!

Siamo ben consapevoli che per un imprenditore il tempo è oro e trovarne non è sempre semplice. Per migliorare l’indicizzazione della tua scheda affidati a professionisti del settore!

Contatta l’Alsolved per maggiori informazioni sui pacchetti offerti e per far spiccare il volo sul mondo digitale alla tua azienda”

 

I 5 ESERCIZI DA FARE IN SMARTWORKING E LE APP PER RIMANERE IN FORMA A CASA

In questi giorni di emergenza siamo tutti chiusi in casa e i più “fortunati”, che hanno potuto portare il lavoro a casa in “smartworking”, passano ore e ore seduti tra call con i colleghi ed email dal computer. Ci tocca, ma quanto pesa restare fermi senza fare un po’ di esercizio fisico all’aria aperta?

Nessun problema, ci pensiamo noi. Ecco i 5 esercizi che si possono svolgere tranquillamente da seduti, per il nostro benessere psichico e fisico, e ricaricare le energie:

Per le braccia: mettete i palmi sulla scrivania davanti a voi, fate pressione verso il tavolo contraendo i muscoli per 15 secondi, riposate per altri 15 secondi e ripetete il tutto per altre due volte.

Per gli addominali: da seduti, alzate le gambe unite fino a formare una L con il corpo, tenete la posizione per almeno 7 secondi, e ripetete l’esercizio per 8 volte. Provate lo stesso esercizio anche con le gambe incrociate!

Per il collo, ogni 3-4 ore: da seduti, fate lentamente 3 giri in senso orario e 3 in senso antiorario con il capo. Riposate per una decina di secondi e poi ripetete il movimento. In alternativa, muovere il capo davanti dietro e destra-sinistra.  E addio torcicollo!

Per i glutei, da seduti contraete i muscoli per 10 secondi e poi riposate per altrettanti, ripetere per 5 volte. Un altro esercizio molto comodo e facile: Mettetevi dietro la sedia e appoggiate le mani per non perdere l’equilibrio. Portate una gamba tesa all’indietro, ripetendo il movimento per 20 volte. Fatelo per entrambe le gambe in maniera alternata.

Per i polpacci, da seduti, alzate i talloni dal pavimento come a volersi mettere sulle punte, e poi tornate in posizione di partenza. Ripetete il movimento per 15 volte.

Ecco alcuni piccoli esercizi facili da fare in casa senza l’aiuto di nessun peso o attrezzo. Provate a farli tutti i giorni, a ripetizione di 3 per ogni categoria. Ciliegina sulla torta (dietetica) un po’ di sano stretching. Un metodo facile per allungare i muscoli? Da seduti toccatevi le punte dei piedi mantenendo la posizione per una decina di secondi.

Abbinate questi esercizi, da fare comodamente alla scrivania in smartworking, con esercizi di respirazione, così da rilassare anche la mente. Ovviamente le attività che si possono fare in quarantena sono infinite e, grazie al digital, diversificate. Qualche piccolo esempio? L’app della “Nike Training” per i più sportivi o “Down Dog” per gli appassionati dello yoga in cerca della pace interiore attraverso l’esercizio fisico. Ancora “Pregnancy Workout Advisory” o “Kegel Trainer” per le lavoratrici in gravidanza che necessitano di movimento soprattutto in smartworking. Per non parlare di Zoom, un’app di video-conference che permette a personal trainer, fisioterapisti, palestre… di offrire lezioni ai propri clienti in modalità gratuita o a pagamento. E poi Youtube, Instagram, Facebook…lo sport è di casa ma social.

LE 10 FAKE NEWS SUL CORONAVIRUS. COME NON FAR CIRCOLARE BUFALE PERICOLOSE SUL WEB

In un periodo come questo, siamo tutti un po’ più attenti a quello che accade intorno. Seguiamo le news, ci informiamo tramite i canali ufficiali, i social e chiacchierate virtuali con i nostri amici. Per questo dobbiamo stare in guardia da fake news, catene di dubbia provenienza su whatsapp e condividere solo articoli provenienti da fonti assolutamente certe.

Purtroppo non tutti sono così scrupolosi, e questo è il motivo per cui girano notizie infondate che vengono condivise tramite messaggi privati e social network.

Ecco le 10 bufale più pericolose sul Coronavirus:

  • Gli animali domestici sono portatori del virus. 

Assolutamente falso! Gli animali domestici non sono portatori del Coronavirus, quindi non possono trasmettere il virus agli umani.

  • La vitamina C previene il contagio del virus.

Falso! Non esiste una cura univoca per tutti, tantomeno per prevenire il contagio, ma i medici decidono i farmaci da somministrare in base alle esigenze del paziente.

  • Il virus è stato creato in un laboratorio militare cinese appositamente per creare una pandemia.

Bufala! Sembra che il virus sia di origine animale, forse trasmesso da un pipistrello che poi ha infettato l’uomo.

  • Ci sono volontari che vengono a casa vostra a farvi il tampone senza averlo richiesto.

Falso! Sono sciacalli con l’intento di truffare o rubare nelle vostre case. I tamponi sono fatti esclusivamente alle persone sintomatiche da equipe specializzate inviate dalla Asl di riferimento, sempre previo vostra richiesta o del vostro medico curante.

  • Acqua calda, sole e cipolle guariscono il virus.

Assolutamente no! Come detto, ad oggi non esiste una medicina o un vaccino ad hoc e sicuramente non saranno le bevande bollenti o gli intrugli con cipolle a sconfiggere il Coronavirus!

  • Il Governo preleverà una virus tax dai nostri conti.

Decisamente falso! Il Governo ha già stanziato decine di miliardi per aiutare il nostro Sistema Sanitario Nazionale e la nostra economia.

  • Il Covid-19 viene ritenuto un’arma sviluppata dagli Stati Uniti per distruggere l’economia cinese.

Falso, come vediamo dai notiziari, anche gli Stati Uniti sono stati duramente colpiti dal Coronavirus e stanno iniziando ad adottare le misure di sicurezza necessarie.

  • In Cina i militari sparano a vista a coloro che non rispettano la quarantena.

Falso. Tutti devono rispettare le indicazioni del Governo come in Italia, pena una denuncia penale e una multa.

  • Sono stati sospesi gli stipendi ai dipendenti pubblici.

Falso! Non è assolutamente vero, anzi, sono stati inseriti bonus per le baby sitter e permessi speciali per chi si fa carico delle persone disabili, e un bonus per gli operatori sanitari che affrontano in prima persona l’emergenza.

  • Il Coronavirus è una semplice influenza.

Purtroppo no, non è così. Ce ne stiamo rendendo conto ogni giorno di più e per questo dobbiamo restare a casa il più possibile, lavarci le mani, disinfettare quotidianamente le superfici.

Queste erano 10 delle tantissime bufale che girano sul Web sul Coronavirus. Atteniamoci alle fonti ufficiali del Governo, del Ministero della Salute, e della Protezione Civile. Prima di diffondere e postare notizie sui social risaliamo alla fonte e, se non la troviamo, evitiamo di condividere notizie di cui non siamo certi. Ci sono piattaforme come Bufale.net che verificano le notizie che circolano sul Web gratuitamente. Date un’occhiata alla sezione dedicata al Coronavirus.

È importante non creare falsi allarmismi o false speranze. Rimaniamo uniti e “Tutto andrà bene”.

#IoRestoACasa

PRONTI PER LA DIGITALIZZAZIONE DELLE VALUTE? E SE NON ESISTESSERO PIÙ I CONTANTI?

Oggi siamo abituati a pagare indistintamente con contanti, carte di credito, bancomat o tramite transazioni digitali. Ma pensiamo per un momento a come sarebbe la nostra vita senza contanti. Niente più banconote perse per strada, niente più monete che finiscono nei fondi di borse e tasche, niente più commercianti che si rifiutano di accettare il pagamento con la carta. Non sembra così male, no?

In realtà questo universo parallelo, senza contanti, potrebbe non essere così distante da noi. Infatti, secondo un report pubblicato dalla Banca dei Regolamenti Internazionali, ben dodici Paesi starebbero pensando di digitalizzare completamente le loro valute, tra i quali la Cina sempre più convinta dopo che il Coronavirus ha portato le istituzioni a disinfettare i contanti veicolo del virus.

Inoltre, anche il nostro Governo si è già mosso in questo senso legiferando rispetto all’obbligo del Pos per gli esercizi commerciali e decidendo le possibili sanzioni ai trasgressori. Un’altra misura in questo senso è il cosiddetto “Bonus Befana”, un sistema a punti per incentivare l’utilizzo delle carte e dei bancomat rispetto al contante.

Ma vediamo in breve i pro e i contro rispetto a un mondo senza più contante e monete:

Gli aspetti positivi sono sicuramente:

  • un tracciamento delle transazioni (meno lavoro nero, meno evasione fiscale);

  • maggiore sicurezza fisica (si stimano meno scippi o furti);

  • comodità (pagare ovunque con una carta senza bisogno di portarsi dietro i contanti e addio portafogli pesanti in borsa!);

  • igiene (i soldi sono portatori mondiali di germi e virus, in questo caso si eviterebbe questa possibilità).

Tra gli aspetti negativi, di un mondo senza più il nostro amato “cash”:

  • possibili attacchi informatici;

  • difficoltà per le generazioni più anziane;

  • costi delle banche.

Per questo, a una decisione così importante, bisognerebbe sicuramente arrivare preparati, prima di tutto dal punto di vista della sicurezza, o meglio della cybersecurity, ma anche dal punto di vista culturale. Infatti, un cambiamento repentino potrebbe generare panico, soprattutto negli anziani, abituati da una vita all’utilizzo del contante e avversi alla tecnologia (con rare divertenti eccezioni).

I punti positivi restano comunque validi, a patto che ci sia una normativa chiara anche per ciò che riguarda i costi per utenti, esercizi commerciali e utenti finali.

L’Italia, in ogni caso, resta abbastanza lontana dalla vetta della classifica per utenti che utilizzano metodi di pagamento alternativi al contante. Infatti, il Bel Paese è al 12esimo posto, con solo il 14% di transazioni, mentre in cima spiccano la Corea, con l’86% di transazioni tramite Pos, la Svezia e la Finlandia con l’80% e gli Stati Uniti con il 68%.

E voi, come preferite pagare? Siete #teamcash o #teamcontanti? Fatecelo sapere nei commenti!

COME IL CORONAVIRUS HA RIVOLUZIONATO IL LAVORO. VECCHIA STORIA PER CHI LAVORA NEL DIGITAL

Non entriamo nel merito medico/scientifico per quanto sta accadendo in Italia e nel mondo sul Coronavirus, ma riteniamo interessante approfondire la questione lavoro in un contesto in cui le aziende, attraverso un decreto, hanno dovuto forzatamente testare quello che comunemente viene definito “smart working”, “telelavoro”, “lavoro da remoto”, “lavoro agile” o semplicemente “lavoro da casa”.

Le direttive, soprattutto nel Nord Italia, sono di evitare gli spostamenti quando possibile e le stesse attività che ne hanno la possibilità hanno informato i propri dipendenti di rimanere a casa per limitare i contatti e il potenziale espandersi del virus.

Dunque paradossalmente questa situazione ha fatto emergere due aspetti positivi da considerare e approfondire:

–       In primo luogo ha rinfrescato le menti sui buoni comportamenti igienico-sanitario che si devono tenere quando si vive in società, tenendo presente alcune norme semplici che non tutti però adottano, come il lavarsi le mani o tossire sul gomito;

–       Ciò che interessa in questa sede è l’aspetto sociale che sta coinvolgendo il mondo del lavoro, costretto a mettersi alla prova con un sistema di cui da tempo ci si riempiva la bocca ma che in pochi finora hanno avuto il coraggio di testare: lo smart working.

Per far capire quanto la questione sia d’impatto sulla società basti vedere un dato incredibile che viene dalla Cina dove il Coronavirus ha ridotto le emissioni di CO2 di oltre un quarto. E’ ovvio che i motivi di questo calo hanno origine principalmente dalla diminuzione dell’utilizzo di carbone nelle centrali elettriche, della produzione delle raffinerie di petrolio, di prodotti in acciaio, dal drastico calo del voli nazionali, ma non possiamo non considerare anche  l’inquinamento generato ad esempio anche dal traffico su strada.

Tornando a noi, è sorprendente come in poco tempo i lavoratori si siano trovati finalmente a sperimentare una nuova organizzazione del lavoro che certamente, spenti i riflettori sulle preoccupazioni del dilagarsi del coronavirus, porterà molte attività a ripensare il sistema lavoro soprattutto al Nord Italia, dove il tessuto sociale è da sempre pronto ad accogliere il futuro e i cambiamenti.  Per il settore del Digital Marketing in realtà tutto questo non è nulla di nuovo sotto il sole, trattandosi di un ambito relativamente recente in cui è implicito un meccanismo di lavoro fluido e costantemente aggiornato.

SMART WORKING: ASPETTI NEGATI E RISPARMIO DI TEMPO E COSTI

Tra gli aspetti negativi che stanno emergendo, la sicurezza dei dati aziendali è al primo posto, seguito dall’impreparazione mentale nell’organizzare il lavoro in modo efficace e senza perdita di tempo, o l’apparente impossibilità di lavorare in team. La realtà è che questi limiti sono solo “ostacoli”, soprattutto per aziende poco avvezze all’innovazione, superabili con la tecnologia, tool, social, piattaforme virtuali.

Per il resto si è calcolato un risparmio di tempo per gli spostamenti da ufficio a casa tra i 60 e 90 minuti al giorno. Ovviamente dipende dai luoghi in cui si lavora, a Roma, ad esempio, il trasporto pubblico locale non è puntuale e le distanze possono essere molto dilatate.

Il tempo risparmiato in linea di massima viene impiegato così:

– Per il 50% in famiglia;

– 25% lavorando;

– 25% per hobby e sport.

Il risparmio non è solo per il dipendente, ma anche per l’azienda che adotta questo sistema di lavoro. In questo caso il risparmio non è di tempo ma economico, in costi fissi come per gestione di immobili ed energia.

Come già dimostrato in diverse realtà del nord Europa per le imprese, anche piccole e medie, la flessibilità del lavoratore genera elevati livelli di produttività e allo stesso tempo porta un guadagno sociale in termini di vita privata, un bene immateriale talmente prezioso da non avere valore.

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