Contributi a Fondo Perduto: la Guida Completa 2026

Contributiu a fondo perduto 2026 Alsolevd Group

Cosa sono, quali bandi sono attivi, chi ne ha diritto e come richiederli senza commettere errori che portano a esclusioni o revoche.

I contributi a fondo perduto sono agevolazioni pubbliche erogate da Stato, Regioni, Camere di Commercio e Unione Europea a favore di imprese e professionisti, senza obbligo di restituzione del capitale né pagamento di interessi. Sono la forma di finanza agevolata più richiesta dalle PMI italiane perché non prevedono garanzie né una valutazione della capacità reddituale del richiedente: l'unico vincolo è realizzare il progetto ammesso e rendicontare correttamente le spese sostenute.

Il panorama dei bandi cambia continuamente: alcune misure restano aperte a sportello per tutto l'anno, altre si aprono e chiudono in finestre di poche settimane, altre ancora vengono riproposte periodicamente con importi e requisiti pressoché invariati rispetto alle edizioni precedenti. In questa guida aggiorniamo il quadro normativo al 2026 e passiamo in rassegna le misure nazionali più rilevanti, i requisiti trasversali da rispettare e gli errori più comuni da evitare.

Cosa sono i contributi a fondo perduto

Un contributo a fondo perduto è un trasferimento di denaro pubblico che l'impresa beneficiaria non deve restituire, a condizione di realizzare il progetto approvato nei tempi e nei modi previsti dal bando. Si distingue così dal finanziamento agevolato (che va restituito, anche se a tasso zero o ridotto) e dal credito d'imposta (che si compensa in dichiarazione dei redditi).

Le caratteristiche che rendono questo strumento particolarmente accessibile sono:

  • Nessun obbligo di restituzione del capitale erogato
  • Nessun interesse da corrispondere all'ente concedente
  • Nessuna garanzia reale o fideiussoria richiesta in fase di domanda
  • Copertura variabile delle spese ammissibili, generalmente tra il 30% e l'80%, con punte fino al 100% in alcune misure per l'autoimpiego giovanile

Fondo perduto, finanziamento agevolato e credito d'imposta: le differenze

Non tutte le misure che parlano di "fondo perduto" nel titolo lo sono interamente: la Nuova Sabatini, ad esempio, eroga un contributo in conto impianti calcolato sugli interessi di un finanziamento bancario, non una somma cash immediata. Prima di presentare domanda è quindi utile verificare con attenzione la natura esatta del beneficio indicata nel bando, perché incide sia sulla liquidità effettiva ottenuta sia sul calcolo del plafond de minimis.

Il quadro normativo 2026

Due novità normative incidono in modo diretto su chi richiede contributi a fondo perduto nel 2026 e vanno tenute presenti indipendentemente dal bando scelto.

Il nuovo massimale de minimis: 300.000 euro

Dal 1° gennaio 2024 è in vigore il Regolamento UE 2023/2831, che ha elevato il massimale degli aiuti de minimis da 200.000 a 300.000 euro per impresa unica nell'arco di un triennio mobile di 36 mesi, calcolato a ritroso dalla data di concessione di ogni nuovo aiuto (non più per esercizio finanziario, come nella disciplina precedente). Il limite sale a 750.000 euro per i servizi di interesse economico generale, mentre restano soglie ridotte per l'agricoltura primaria (50.000 euro) e per la pesca e l'acquacoltura (40.000 euro).

Il concetto di "impresa unica" comprende anche i collegamenti tramite persona fisica: chi controlla più società deve sommare gli aiuti ricevuti da tutte le imprese collegate. La verifica del plafond disponibile si effettua tramite il Registro Nazionale degli Aiuti di Stato (RNA), che resta la fonte affidabile da consultare prima di presentare qualsiasi domanda, indipendentemente da quanto dichiarato dal cliente o dall'impresa stessa.

Codice degli Incentivi: obbligo di CUP nei bonifici

Dal 1° gennaio 2026, con l'entrata in vigore del Codice degli Incentivi (D.Lgs. 184/2025), il Codice Unico di Progetto (CUP) è obbligatorio nella causale di ogni bonifico collegato a un progetto agevolato, incluse le micro-spese come consulenze e canoni software. Un bonifico privo di CUP rende la spesa non tracciabile e può comportare la decurtazione del contributo in fase di verifica del SAL o del saldo finale: è un adempimento formale ma con conseguenze economiche dirette, da inserire nelle checklist operative fin dall'avvio del progetto.

Le principali misure a fondo perduto attive nel 2026

Il numero di bandi attivi in un dato momento è elevato e cambia di mese in mese, soprattutto a livello regionale e camerale. Di seguito una selezione delle misure nazionali più strutturate e più richieste dalle PMI, utile per orientarsi prima di valutare le opportunità specifiche del proprio territorio e del proprio settore.

Misura Natura del beneficio Importo / copertura A chi si rivolge
Nuova Sabatini (MIMIT) Contributo in conto impianti su finanziamento bancario/leasing Tasso agevolato 2,75% (3,575% per beni 4.0); finanziamento 20.000 – 4.000.000 € PMI che investono in macchinari, impianti, hardware, software
Resto al Sud 2.0 (Invitalia) Fondo perduto puro (voucher o contributo su investimento) Voucher fino a 40.000-50.000 €; contributo 75% fino a 120.000 €, 70% fino a 200.000 € Under 35 che avviano attività nel Mezzogiorno e nel cratere sismico
ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero (Invitalia) Fondo perduto + finanziamento a tasso zero Fino a 1.500.000 € di spesa ammissibile Imprese giovanili e femminili costituite da meno di 60 mesi
Smart&Start Italia (Invitalia) Finanziamento a tasso zero + quota a fondo perduto per il Mezzogiorno Fino all'80% delle spese ammissibili; sportello continuo Startup innovative ad alto contenuto tecnologico
Voucher digitalizzazione CCIAA / regionali Fondo perduto in regime de minimis Percentuali e massimali variabili per edizione (indicativamente 50% fino a 10.000-20.000 €) PMI che investono in digitalizzazione, cybersecurity, e-commerce
Bandi regionali PR FESR Fondo perduto in regime de minimis o GBER Variabile per Regione e misura PMI con sede operativa nella Regione di riferimento

Nuova Sabatini

È la misura di riferimento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per le PMI che devono acquistare o acquisire in leasing macchinari, impianti, attrezzature, hardware, software e tecnologie digitali. Il meccanismo prevede un finanziamento bancario o in leasing, di importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro e durata non superiore a 5 anni, a fronte del quale il Ministero eroga un contributo pari agli interessi calcolati al tasso convenzionale del 2,75% annuo (3,575% per gli investimenti in tecnologie 4.0). Non si tratta quindi di liquidità immediata, ma di una riduzione strutturale del costo del finanziamento, erogata in quote annuali.

Resto al Sud 2.0

Gestita da Invitalia, sostiene l'avvio di nuove attività imprenditoriali, libero-professionali e di lavoro autonomo nelle otto regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia) e nei comuni del cratere sismico del Centro Italia. A differenza della versione precedente, che prevedeva un mix di fondo perduto e prestito bancario, Resto al Sud 2.0 eroga esclusivamente contributi a fondo perduto: un voucher di avvio fino a 40.000 euro (elevabile a 50.000 euro per investimenti innovativi, digitali o sostenibili) oppure un contributo su programma di investimento pari al 75% delle spese fino a 120.000 euro e al 70% per la quota tra 120.000 e 200.000 euro. La misura, attiva dal 15 ottobre 2025 con una dotazione di 356,4 milioni di euro, è riservata a candidati tra i 18 e i 35 anni non compiuti in condizione di inoccupazione, inattività, disoccupazione o iscrizione al programma GOL, e opera a sportello, con valutazione in ordine cronologico fino a esaurimento risorse.

ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero

Lo strumento Invitalia dedicato a imprese giovanili e femminili costituite da meno di 60 mesi, che combina un contributo a fondo perduto con un finanziamento a tasso zero, fino a un massimo di spesa ammissibile di 1.500.000 euro. È indicato per progetti di investimento più strutturati rispetto a Resto al Sud 2.0, ed è aperto anche fuori dal Mezzogiorno.

Smart&Start Italia

Il principale incentivo nazionale per la nascita e la crescita di startup innovative ad alto contenuto tecnologico, gestito anch'esso da Invitalia. Copre fino all'80% delle spese ammissibili tramite un finanziamento a tasso zero, con una quota a fondo perduto per le startup con sede nel Centro-Sud pari al 30% del mutuo. Non prevede graduatorie: le domande vengono esaminate a sportello, in base all'ordine di arrivo e alla coerenza del progetto con i requisiti di innovatività previsti dalla normativa sulle startup innovative.

Voucher digitalizzazione e bandi camerali

Camere di Commercio e Regioni ripropongono con cadenza pressoché annuale voucher a fondo perduto dedicati alla digitalizzazione, alla cybersecurity e all'e-commerce delle PMI, generalmente in regime de minimis. Le condizioni specifiche (percentuale di copertura, massimale, spese ammissibili, finestra temporale) cambiano a ogni edizione e vanno sempre verificate sul testo del bando in vigore: come nelle scorse edizioni, è probabile che nel corso del 2026 vengano pubblicati nuovi avvisi camerali e regionali con impostazione analoga a quelli già visti negli anni precedenti, ma gli importi esatti non possono essere anticipati fino alla pubblicazione ufficiale.

Chi ha diritto ai contributi a fondo perduto

I requisiti variano da bando a bando, ma le misure attive nel 2026 si rivolgono in prevalenza a tre categorie di beneficiari:

  • Nuova imprenditorialità: avvio di micro e piccole imprese a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile, spesso con requisiti anagrafici stringenti (tipicamente under 35 o under 36 a seconda della misura)
  • PMI già operative: investimenti in beni strumentali, digitalizzazione, transizione energetica, internazionalizzazione o formazione del personale
  • Startup innovative: progetti ad alto contenuto tecnologico, scalabili e coerenti con i requisiti previsti dalla normativa sulle startup innovative

A questi si aggiungono requisiti trasversali che quasi tutti i bandi 2026 richiedono indipendentemente dal target specifico: iscrizione al Registro delle Imprese, DURC in regola, assenza di procedure concorsuali in corso e, per le misure in regime de minimis, plafond residuo sufficiente rispetto al massimale di 300.000 euro nel triennio mobile.

Come si richiede un contributo a fondo perduto

Non esiste una procedura unica: ogni bando definisce propri tempi, portale di presentazione e documentazione richiesta. Il percorso operativo, tuttavia, segue quasi sempre le stesse fasi.

  1. Verifica preliminare dei requisiti soggettivi e settoriali e del plafond de minimis residuo tramite il RNA
  2. Redazione del business plan e del piano delle spese, coerenti con gli obiettivi indicati nel bando
  3. Presentazione della domanda tramite il portale dell'ente erogatore (Invitalia, portali regionali, piattaforma camerale Webtelemaco, area riservata Agenzia delle Entrate a seconda della misura), corredata di SPID, CNS o CIE per l'identificazione del richiedente
  4. Attesa dell'esito: a graduatoria (con valutazione comparativa dei progetti) oppure a sportello, con esame in ordine cronologico di arrivo fino a esaurimento delle risorse
  5. Realizzazione del progetto e rendicontazione delle spese, con bonifici tracciati e, dal 2026, CUP obbligatorio in ogni causale
  6. Erogazione del contributo, spesso in più tranche legate agli stati di avanzamento lavori (SAL)

Gli errori più comuni da evitare

Nella pratica operativa, la maggior parte delle bocciature, decurtazioni e revoche nasce da errori evitabili con una preparazione adeguata.

Attenzione a questi punti prima di presentare domanda

  • Avviare le spese prima del decreto di concessione: qualsiasi ordine firmato o pagamento effettuato prima della delibera di ammissione non è ammissibile, e in alcuni bandi nemmeno prima della presentazione della domanda
  • Superare inconsapevolmente il plafond de minimis: va sempre verificato su tutte le imprese collegate, non solo sulla singola società richiedente
  • Finanziare la stessa spesa con due misure diverse: il cumulo tra bandi è ammesso solo su voci di costo distinte, mai sulla stessa spesa
  • Bonifici privi di CUP a partire dal 2026: rendono la spesa non tracciabile e comportano la decurtazione del contributo in fase di verifica
  • Business plan generico, non supportato da dati di mercato e da una struttura dei costi coerente con l'investimento dichiarato

Perché affidarsi ad Alsolved

Alsolved Group è fornitore accreditato MIMIT e affianca da anni PMI e professionisti nell'accesso alla finanza agevolata, con un metodo che unisce l'analisi di fattibilità, l'individuazione del bando più coerente con il progetto, la compilazione della domanda e il supporto fino all'erogazione del contributo.

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Fonti verificate: Regolamento UE 2023/2831 (de minimis); D.Lgs. 184/2025 (Codice degli Incentivi); Invitalia (Resto al Sud 2.0, ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero, Smart&Start Italia); MIMIT (Nuova Sabatini). Dati aggiornati a luglio 2026.